Monte Carlo: tra casinò e yacht di lusso, il fascino del Principato
Ho appena passato un weekend a Monte Carlo e posso confermare che il fascino del Principato sta proprio in quel contrasto tra il lusso sfacciato dei casinò e degli yacht e la realtà di una città che, fuori dalle cartoline, ha anche un lato più austero. Se uno cerca la scintilla del denaro facile, la trova; ma bisogna avere il portafoglio giusto.
Quando andare: la primavera è ideale, il clima è mite senza la calca estiva. Maggio è perfetto, ma anche settembre regala giornate splendide. Eviterei l’inverno, perché il vento gelido rovina la passeggiata sul porto.
Come arrivarci: da Milano il modo più comodo è il treno TGV via Nizza, circa 4 ore. Oppure volo per Nizza e poi navetta o taxi. In auto si arriva bene, ma parcheggiare è un incubo: i posti costano dai 30 ai 50 euro al giorno, e il traffico nelle ore di punta è bestiale. Conviene lasciare l’auto a Nizza e proseguire in treno.
Quanto si spende: caro, molto caro. Budget medio-alto è la norma. Una camera d’albergo anche modesta parte da 200 euro a notte, e un pasto semplice in un ristorante decente costa almeno 50 euro a testa. Se si vuole provare il casinò, meglio sapere che l’ingresso alla sala privée è a pagamento (circa 20 euro) e il dress code è rigoroso. Chi viaggia con un budget economico farà fatica: meglio prenotare un alloggio a Nizza e fare una gita giornaliera.
Cosa non perdere: il casinò di Monte Carlo, certo, ma anche il Giardino Esotico e il Museo Oceanografico meritano. La passeggiata sul porto Hercules tra gli yacht è un’esperienza surreale. Il Grand Prix è spettacolare, ma a maggio i prezzi volano e le strade vengono chiuse.
Cosa evitare: il mercato del pesce del porto è una delusione: piccolo, caro e poco autentico. Inoltre, eviterei di fare foto con la macchina fotografica professionale davanti al casinò: la sicurezza è tosta e rischiate di farvi sequestrare la macchina per qualche minuto, come è successo a me.
Un consiglio che non trovate sulle guide: a pochi passi dal casinò, in rue Basse, c’è una piccola pasticceria che vende le migliori socca (la farinata locale) a prezzi umani. È il solo posto dove i locali comprano qualcosa di genuino senza pagare un rene. Andateci prima delle 11 di mattina, dopo spariscono.
Quanto tempo serve: per visitare il Principato con calma, compresi i giardini e il museo, bastano due giorni. Un weekend è sufficiente, ma per il Grand Prix servono almeno tre notti. Monte Carlo non è una meta per chi cerca spiagge o natura: è un palcoscenico di lusso, affascinante ma anche un po’ teatrale. L’aspetto negativo è proprio questo: sembra tutto costruito per il turista facoltoso, e la vera anima della città è difficile da trovare. Per me resta un’esperienza da fare una volta, ma non tornerei a breve.