🗺️ Itinerario

Ubud: risaie e templi, l'anima di Bali

Ubud è proprio questo: risaie a perdita d’occhio, templi che sembrano usciti da un sogno, un’energia che ti avvolge appena metti piede fuori dall’auto. Ho passato qualche giorno lì a maggio, e ho voluto organizzare un itinerario che restituisse il senso di quel luogo, senza correre.

Itinerario:
Giorno 1 – Arrivo e prime impressioni
Arrivato a Denpasar, ho preso un taxi prenotato online (circa 350.000 IDR, poco più di 20 euro) fino a Ubud. Sistemato in un guesthouse nella zona di Padang Tegal, zona tranquilla ma vicina al centro. Nel pomeriggio ho girato a piedi: Monkey Forest è il primo impatto, ma consiglio di non soffermarsi troppo sui macachi (sono invadenti, meglio tenerli d’occhio). In serata ho cenato in un warung lungo Jalan Hanoman, niente di speciale ma economico. Per spostarmi i primi due giorni ho noleggiato uno scooter (70.000 IDR al giorno).
Giorno 2 – Risaie e creste
Sveglia presto per evitare la folla: Campuhan Ridge Walk all’alba è stupenda, poi in scooter verso Tegalalang. Le terrazze di riso sono iconiche, ma onestamente la parte più turistica è affollata e piena di altalene a pagamento. Ho proseguito verso nord, fermandomi in un punto meno battuto oltre il villaggio di Tegalalang, dove i contadini lavoravano ancora nei campi. Nel pomeriggio ho visitato il Tempio di Tirta Empul – suggestivo, ma l’acqua è fredda e bisogna vestirsi in modo adeguato (sarong incluso).
Giorno 3 – Templi più remoti
Ho affidato la giornata a un driver locale (500.000 IDR per 6 ore) per andare a Gunung Kawi e Goa Gajah. Le antiche tombe scolpite nella roccia di Gunung Kawi meritano la discesa dei gradini. Goa Gajah è un po’ una delusione: la grotta è piccola e molto rimaneggiata, il parco circostante è carino ma niente di eccezionale. Rientrato a Ubud per un tramonto silenzioso nel giardino del tempio di Saraswati.
Giorno 4 – Ultimo giro e partenza
Mattinata libera per un corso di cucina balinese (organizzato dalla guesthouse, 250.000 IDR), poi taxi per l’aeroporto.

Budget complessivo: medio
Ho speso circa 2,5 milioni di IDR (circa 150 euro) in 4 giorni, escluso volo. Include alloggio, pasti, scooter, driver, ingressi. Si può fare in economia (dormendo in homestay più semplici e mangiando solo warung) o spendere di più con resort e ristoranti.

Come arrivare e muoversi:
Da Denpasar meglio prenotare un transfer via Gojek o Grab (evitare tassisti all’uscita), oppure shuttle condiviso. In città lo scooter è il mezzo più agile, ma il traffico è caotico – soprattutto intorno al mercato. Chi non guida può prendere driver privati per mezza giornata.

Quanto tempo serve:
Almeno 3 giorni pieni per non sentirsi di corsa. Con 4 si può aggiungere una gita al nord (per esempio Munduk) o rilassarsi.

Aspetto negativo o delusione:
Il traffico è peggio di quanto mi aspettassi. Anche in scooter si procede a singhiozzo, e i marciapiedi sono spesso impraticabili. Inoltre molti templi sono stati rimodernati eccessivamente, perdendo un po’ di autenticità. Il monkey forest è un carnevale di turisti, meglio visitarlo all’apertura.

Consiglio che non si trova sulle guide turistiche:
Non pianificare di visitare le risaie di Tegallalang la mattina stessa. Vai invece alle 6 del mattino, ma scegli il lato opposto rispetto agli ingressi a pagamento: c’è un sentiero che costeggia i campi senza biglietto, accessibile da un piccolo warung chiamato “Sari Organik” (chiedi al gestore). Lì si può camminare tra le risaie senza folla, con il suono dell’acqua che scorre – molto più vicino all’anima di Bali di qualsiasi altalena Instagram.

3 Commenti

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Sì, ci sono stato a maggio. Le risaie sono fighe ma il traffico di motorini ti rompe le balle, meglio girare a piedi o noleggiare una bici. I warung economici sono la vera anima di quella zona, concordo.

gi
gioerena

Ma per favore, i warung sono pieni di turisti e il cibo è ormai standardizzato. E girare a piedi o in bici con quel caldo e quelle salite è una pazzia, non è affatto meglio del traffico.

LU
luxtrip92

Gioerena, evidentemente non hai mai assaggiato un vero warung lontano dai circuiti turistici. E fidati, preferisco mille volte una salita in bici che ore perso nel traffico a respirare smog.