Albania: la Riviera sconosciuta, zaino in spalla e mare
Sì, la Riviera albanese è ancora una di quelle mete che si scoprono con lo zaino in spalla, lontano dal turismo di massa, ma con qualche sorpresa che ti fa storcere il naso. Ci sono stato a maggio dell'anno scorso, pardon, a maggio di quest'anno, e ho trovato un tratto di costa che alterna spiagge da cartolina a paesini ancora un po' spigolosi. Il budget è decisamente economico se paragonato all'Italia o alla Grecia: con 30-40 euro al giorno si mangia bene e si dorme in camere private affacciate sul mare. Per arrivare ho preso un volo per Tirana e poi un bus fino a Saranda, circa quattro ore di strada tra curve e paesaggi incredibili. Muoversi è semplice con i minibus locali, che collegano ogni località della costa: da Saranda a Himara, poi a Vlorë. Per visitare bene la Riviera servono almeno cinque o sei giorni, meglio una settimana, perché il litorale è lungo e ogni baia merita una sosta.
Però c'è un aspetto negativo che mi ha deluso: la gestione dei rifiuti. In alcuni punti, specialmente fuori dai centri abitati, si vedono cumuli di immondizia abbandonati. È un peccato perché il mare è pulito, ma la costa non sempre. Inoltre, a maggio l'acqua è ancora fredda, non aspettatevi bagni lunghi. Un consiglio che non trovate sulle guide: portatevi sempre una borraccia riutilizzabile e un filtro portatile, perché l'acqua del rubinetto non è potabile in molti posti e comprare bottiglie di plastica ogni giorno è scomodo. Meglio ancora, fermatevi nelle fontanelle pubbliche delle città più grandi, come quelle di Saranda, dove l'acqua è buona. La Riviera sconosciuta esiste, ma va presa per quello che è: un posto autentico, con pregi e difetti, che regala emozioni forti se si viaggia con la testa giusta.