Marocco: il cibo di strada di Marrakech batte i ristoranti?
Sì, per me il cibo di strada di Marrakech batte i ristoranti, almeno nove volte su dieci. Non è solo questione di prezzo, ma di autenticità e di quel sapore che in un ristorante con tovaglia di lino semplicemente non trovi. Il budget complessivo per un viaggio di quattro o cinque giorni a Marrakech può essere medio-basso se si evita di cenare sempre nei locali del centro: spendi sui 2-3 euro per un panino con carne e formaggio fuso nelle bancarelle di piazza Jemaa el-Fna, mentre un pasto seduto in un ristorante turistico parte facilmente da 12-15 euro e spesso non vale la differenza. Per arrivare dall'Italia a maggio, i voli da Milano costano sui 120-180 euro andata e ritorno con compagnie low cost; una volta atterrato, il miglior modo per muoversi resta il bus navetta per il centro (20 dirham) e poi a piedi nella medina, perché i taxi sono un caos di trattative e spesso ti portano in giro per farti pagare di più. Per visitare la città in modo rilassato, tre notti piene bastano per i souk, i giardini e una gita alle cascate di Ouzoud, ma per assaggiare tutto il cibo di strada che merita servirebbe una settimana.
Un aspetto negativo che ho trovato è la pressione costante dei venditori nelle bancarelle più famose: alcuni ti afferrano il braccio per farti sedere, e la qualità in quei posti cala drasticamente rispetto ai piccoli chioschi laterali, meno fotografati ma molto più genuini. La delusione più grossa l'ho avuta in un ristorante con vista sulla piazza, dove ho pagato venti euro per un tajine insipido e asciutto: una vera vergogna, soprattutto confrontato ai due euro spesi per un piatto di zuppa di ceci e coriandolo da un carretto in un vicolo stretto vicino alla moschea Koutoubia. Un consiglio specifico che non trovi sulle guide: ignora la fila più lunga in piazza e cerca invece il vicolo che parte dall'angolo nord-est della moschea Koutoubia, dopo la bancarella di succhi di frutta. Lì c'è un signore anziano che cuoce kefta di agnello su una piastra minuscola, la mette in un pane appena sfornato con cipolla cruda e una salsa piccante fatta in casa. Costa circa un euro, ma è il boccone più autentico che io abbia mangiato in tutto il Marocco. Di solito chiude tardi, verso mezzanotte, quindi è perfetto dopo un giro serale.