Islanda: il Landmannalaugar, montagne di ossidiana e sorgenti calde
Landmannalaugar è davvero un posto che giustifica ogni chilometro di sterrato: le montagne di ossidiana sembrano sculture di vetro nero e le sorgenti calde in mezzo al nulla sono un’esperienza che pochi altri luoghi sanno offrire. Sto pianificando una visita per luglio, perché a maggio le strade dell’altopiano sono ancora chiuse per la neve – chi arriva troppo presto rischia di trovarsi davanti a un cartello “F-road chiusa” e dover tornare indietro.
Per il budget: diciamo medio-alto, perché il viaggio fino a lì non è economico. Il modo più comune è noleggiare un 4x4 (obbligatorio per le F-road) a Reykjavík: costa sui 250-350 euro al giorno in alta stagione, e bisogna aggiungere benzina, assicurazione contro ghiaia e sabbia. In alternativa ci sono jeep tour da Reykjavík, che partono da circa 250-300 euro a persona per un giorno intero, ma tolgono flessibilità. Muoversi dentro l’area si fa a piedi: i sentieri più famosi, come quello verso la sorgente calda o il crinale di Brennisteinsalda, sono ben tracciati.
Per visitare con calma servono almeno due giorni: uno per arrivare, fare il bagno nella sorgente e una camminata breve, un secondo per un trekking più lungo (ad esempio verso il vulcano Bláhnúkur). Con un giorno solo si rischia di correre.
Un aspetto che può deludere è l’affollamento: in piena estate il parcheggio è pieno, le code alla sorgente calda sono lunghe e il rumore delle jeep rompe la quiete. Inoltre l’acqua calda naturale non è filtrata – ha un odore di zolfo forte che a qualcuno dà fastidio.
Consiglio specifico che nessuna guida dice: portatevi un asciugamano in microfibra ultra-leggero e un paio di infradito, perché il fondo della sorgente è fatto di sabbia vulcanica fine che entra dappertutto. E soprattutto: prima di entrare in acqua, controllate la temperatura con un piede – le correnti calde non sono uniformi e ci sono punti che scottano seriamente.