Fès: il cibo di strada tra spezie e tradizione
Fès: il cibo di strada tra spezie e tradizione
Il cibo di strada a Fès è una lezione di geografia sensoriale che si impara masticando: ogni angolo della medina racconta un incrocio di rotte carovaniere, mescolando cumino, zafferano, menta e datteri in un equilibrio che sembra casuale ma è secolare. Per me è la ragione principale per mettere piede in Marocco, e Fès è il posto giusto per capire come le spezie non siano solo un condimento ma un codice culturale.
Budget: medio-basso. Mangiare per strada costa pochissimo, sotto i 5 euro a pasto se si prendono le classiche sfenj (ciambelle fritte) o le bissara (zuppa di fave). Per un tajine in un posto decente fuori dal caos si arriva a 10-12 euro. Niente di caro, ma bisogna stare attenti ai prezzi gonfiati per turisti nelle piazze principali.
Come arrivare e muoversi: da Milano voli diretti per Fès con Ryanair o Wizz Air, circa due ore e mezza. Dall'aeroporto si prende un taxi per la medina: 15-20 euro, trattativa obbligatoria. Dentro la medina si gira a piedi, ma è un labirinto. Conviene avere una mappa offline e chiedere ai locali, perché i vicoli sono tutti uguali. Per spostarsi tra quartieri ci sono i petit taxi, economici, ma meglio evitare le ore di punta.
Quanto tempo serve: almeno tre giorni pieni. Il primo per orientarsi, il secondo per esplorare le bancarelle di spezie e assaggiare tutto, il terzo per tornare nei posti che hanno colpito di più. Se si vuole vedere anche la città nuova e le concerie, quattro giorni sono meglio.
Un aspetto negativo: la pressione costante dei venditori ambulanti e dei finti guide. A volte rovina l'esperienza. Si viene fermati ogni due passi con offerte di "autentico" cibo di strada che spesso è solo riscaldato e caro. La delusione più grande è stata un "merguez" pagato il triplo perché non avevo capito il prezzo reale. Inoltre il livello igienico non è sempre rassicurante: meglio osservare dove mangiano i locali e non fidarsi dei banchi con cibo esposto da ore.
Un consiglio specifico che non si trova sulle guide: cercare la "Harira" street non nelle piazze turistiche ma nei vicoli dietro la moschea Karaouiyine, intorno all'ora del tramonto. Lì c'è un vecchio signore con un carretto che la serve con datteri e uova sode. Non ha insegna, si riconosce dalla fila di marocchini. Il sapore è completamente diverso da quello dei ristoranti: più denso, più acido, con un tocco di cannella che spiazza. Portare contanti spiccioli e non chiedere il prezzo, dare 10 dirham e basta. Funziona.