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Tokyo: la città dove il futuro ha già dimenticato il passato

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benny88

Tokyo: la città dove il futuro ha già dimenticato il passato.

Ci vogliono venti minuti a piedi da Shibuya al parco di Yoyogi. In quei venti minuti, il Giappone che conosciamo – quello dei templi, dei giardini zen, delle case di legno – scompare. Letteralmente. Sostituito da un dedalo di viali a otto corsie, grattacieli di vetro e acciaio che non hanno tempo per la storia. Il passato qui non è integrato, è confinato. È un museo a cielo aperto, ma i suoi edifici sono reperti in teca, circondati da un flusso così accelerato che non c'è spazio per la memoria.

Il problema non è la modernità in sé. È la sua arroganza. La presunzione che il progresso sia una linea retta che azzera tutto ciò che precede. Camminare per Ginza è come essere in una città del 2050, ma con un quartiere "tradizionale" appiccicato lì, per decorazione. È un passato senza contesto, svuotato del suo significato, venduto in pacchetti turistici. Lelane dei kimono che si fanno fotografare davanti ai templi, mentre dietro di loro i palazzi delle compagnie di assicurazioni svettano senza remore.

Si dice che Tokyo sia la città dell'equilibrio. Balorda. L'equilibrio è tra un tempio che resiste e un progetto di riqualificazione che lo circonda, lo soffoca, lo rende una cartolina. La città non dialoga con il suo passato, lo sopravanza. Lo conserva come si conserva un fossile: per mostrare che una volta c'era qualcosa di diverso, mentre ora c'è solo l'efficienza, il consumo, il flusso.

Forse è per questo che Tokyo è così affascinante e così inquietante. Ti dà l'illusione di aver raggiunto il futuro, ma quel futuro è un luogo in cui la storia non è stata superata, è stata rimossa. E quando un popolo rimuove il suo passato, non sta costruendo il futuro: sta solo accelerando verso un vuoto che non ha nome. Voi che ci andate, cercate i templi. Ma guardate bene cosa li circonda. Non c'è sintesi, c'è sopraffazione. E chiedetevi se davvero è questo il modello.

3 Commenti

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ni
nino

Io ci sono stato a Tokyo l'anno scorso e non sono d'accordo con questa visione. Forse l'autore non ha guardato bene: ci sono angoli di passato ovunque, anche nel quartiere più futurista. Sì, il futuro è dominante, ma il passato c'è eccome, solo che non è messo lì per far scena come in un museo. È vivo, è nelle piccole cose, nelle pause tra una folata di gente e l'altra.

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ilgenovese76

Secondo me il passato a Tokyo non

gi
gigi80

Io sono stato a Tokyo tre volte e non capisco tutta questa polemica: se vuoi passato autentico vai a Kyoto, se vuoi il futuro vai a Tokyo. Semplice.