Battambang: il vero cuore della Cambogia tra campi e storia
Sì, Battambang è davvero il cuore della Cambogia, ma quello vero, polveroso e senza filtri. Non è il luogo da cartolina, è il posto dove la vita rurale scorre lenta e la storia coloniale e khmer rossa si mischia ai campi di riso. Budget: economico, con 15-20 dollari al giorno si vive da re.
Due PRO. Primo: l’atmosfera autentica. Nei villaggi intorno non vedi bancarelle di souvenir, ma contadini che lavorano e monaci in bicicletta. Secondo: il bamboo train. Sembra una cagata turistica, invece è divertente e ti fa capire come si arrangiava la gente sulle rotaie abbandonate.
Due CONTRO. Primo: la polvere. Sulla strada per Phnom Sampeau ti mangia i polmoni, portati una sciarpa o una bandana. Secondo: i trasporti pubblici sono quasi inesistenti. Per muoversi serve noleggiare un tuk-tuk per l’intera giornata, altrimenti resti in città. Per arrivare: bus da Siem Reap (circa 4 ore) o da Phnom Penh (6 ore). Dentro Battambang ci si sposta a piedi o in bicicletta. Tempo minimo: due giorni pieni, uno per i templi e la grotta dei pipistrelli, l’altro per il bamboo train e il giro in campagna.
Un aspetto che ha deluso: la grotta dei pipistrelli al tramonto è diventata uno spettacolo affollato, con decine di turisti che filmano coi telefoni. Il consiglio che non trovi nelle guide: noleggia una bicicletta e percorri la via sterrata che costeggia il fiume a est del centro, oltrepassa il ponte di Wat Kandal e arriva fino al villaggio di Prek Norin. Lì nessun turista, solo gente che vive con poco e qualche bancarella di frutta. Evita le ore più calde, il sole spacca.
Consigliato per chi cerca una Cambogia vera, senza fretta e senza pretese di lusso. Sconsigliato se si vuole organizzazione turistica o ci si aspetta strade asfaltate.