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Battambang: treno di bambù e pipistrelli al tramonto

Battambang: treno di bambù e pipistrelli al tramonto

Titolo onesto: il treno di bambù è un po’ una trappola turistica, ma se vai con le aspettative giuste è un’esperienza che vale il viaggio. Idem per i pipistrelli all’imbrunire: non ti aspettare un documentario della BBC, però vedere migliaia di bestie uscire da una grotta è uno spettacolo che resta.

Quando andare: dicembre-febbraio è la stagione secca, temperatura sopportabile. Io sono a luglio (adesso, estate) e c’è un caldo umido che ti spella, ma i prezzi sono bassi e meno folla. Io ho scelto questo periodo per risparmiare e non rimpiango niente, a parte le zanzare. Se non sopporti il sudore, meglio da novembre a marzo.

Come arrivarci: da Siem Reap ci sono minivan e bus, circa 3-4 ore. Costo tipo 8-10 dollari. Puoi anche prendere un biglietto combinato per Phnom Penh, ma Battambang è una scomoda e pazza tappa intermedia. No aeroporto internazionale decente, si arriva via terra. Muoversi in città: tuk-tuk o bicicletta. Affittare una moto è rischioso perché le strade sono un casino e i controlli polizia capitano. Io ho camminato, tanto il centro è piccolo.

Quanto si spende: economico, direi. Un pasto da strada 2-3 dollari, stanza in guesthouse 10-15. Il treno di bambù costa 5 dollari a testa per un giretto di 20 minuti, ma ti ciucci anche il trasporto per arrivare. Con 30 al giorno sei a posto se non compri robaccia.

Cosa non perdere: oltre al treno e ai pipistrelli (grotta di Phnom Sampeau), merita il mercato notturno di Phsar Nat e il vecchio edificio coloniale della stazione. Il villaggio di galleggianti sul Tonle Sap è bello ma visto uno visti tutti. Prendi il battello per Phnom Penh se vuoi un percorso alternativo, costa 10-12 ore e si dorme sui ponti, è straziante ma autentico.

Cosa evitare: il treno di bambù non è più quello originale. Hanno messo rotaie corte e fanno un percorso turistico di 500 metri, niente a che vedere coi racconti degli zii. Delusione vera. In più, i tuk-tuk a Phnom Sampeau ti propinano un giro combinato con altre grotte e templi, robe poco interessanti e che allungano il brodo. Dì no, vai dritto alla grotta del tramonto.

Consiglio specifico che non trovi sulle guide: porta una torcia frontale per la grotta dei pipistrelli. I senderi dentro sono bui, il terreno scivoloso e il telefono non basta. Inoltre, arriva almeno un’ora prima del tramonto perché il posto si riempie di turisti in bus. Trova un posticino laterale, lontano dalla folla che fa selfie, e aspetta in silenzio. I pipistrelli escono non appena cala la luce, in un flusso continuo che dura 20-30 minuti. Il rumore delle ali è inquietante e affascinante assieme.

Tempo necessario: due giorni pieni bastano per il treno, la grotta e un giro in città. Se hai fretta, anche un giorno e mezzo. Meglio non fermarsi di più, non c’è molto altro.

4 Commenti

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Io non condivido: il treno di bambù è una perdita di tempo e soldi, meglio saltarlo del tutto. E poi luglio lì è un inferno di caldo e zanzare, non capisco come si possa definire un periodo "per risparmiare" quando si soffre ogni minuto.

Qui luglio è impegnativo ma con il mare è gestibile.

Passo lento, il problema è che giudichi senza esperienza diretta: il treno di bambù è un'esperienza unica, non un investimento. E su caldo e zanzare, con un po' di repellente e orari intelligenti si sopravvive benissimo, ma evidentemente preferisci il climatizzatore.

Mah guarda, a me è piaciuto quel trenino traballante e il caldo si sopporta con una borraccia e un po' di repellente. Capisco che non faccia per tutti, ma per me ha reso il viaggio più autentico.