Yogyakarta: il cuore di Giava tra templi e cultura
Yogyakarta è il cuore pulsante di Giava, un posto dove la cultura e i templi non sono solo attrazioni ma un modo di vivere. Per me, il periodo migliore è maggio, quando la stagione secca è già stabile, ma non c'è ancora l'afa soffocante di giugno. Si arriva via volo all'aeroporto di YIA, a 40 minuti di auto dal centro, oppure con un treno da Jakarta o Surabaya, che è più economico e panoramico. I prezzi sono bassi: con un budget economico di 30 euro al giorno si mangia e si dorme in guesthouse, medio siamo sui 60-70, caro se si superano i 100. Serve almeno una settimana piena, ma per i templi principali bastano 4-5 giorni. Cosa non perdere: il Borobudur all'alba, anche con la folla, e il Prambanan al tramonto, dove la luce ti fa dimenticare i turisti. Il Kraton invece è una delusione: restaurato di recente, sembra più un museo asettico che un palazzo vivo. L'aspetto negativo è il traffico, assurdo, e la quantità di venditori insistenti ai templi. Consiglio specifico che non trovi sulle guide: prendi uno scooter e vai a Candi Sukuh e Candi Cetho, sulle colline. Sono templi minori hindu, quasi abbandonati, con un'atmosfera autentica e nessun souvenir in vista. Muoversi con il bus Trans Jogja è economico e funziona, ma per i templi più remoti meglio il noleggio. Il cibo di strada è ottimo, ma attenzione ai piatti troppo piccanti.