Fes: labirinto di verità e inganni
Sì, Fes è un labirinto di verità e inganni perché la città ti mostra quello che vuoi vedere, ma sotto sotto c'è sempre una seconda intenzione.
Budget medio, diciamo. Non è cara come Marrakech, ma se entri nei souk principali i prezzi lievitano all'istante. Si spende poco per mangiare nei posti locali, ma gli alloggi nel Fes el-Bali hanno tariffe variabili: un riad ristrutturato può costare come un hotel medio in Europa.
Arrivare con un volo diretto da Bari è possibile, altrimenti via Casablanca e poi treno. Dentro la medina solo a piedi, e qui viene il bello: perdersi è obbligatorio. Le guide ufficiali dicono che bastano due giorni, ma per capirci qualcosa servono almeno quattro. Il terzo giorno si inizia a distinguere un vicolo dall'altro.
La delusione più grande sono le guide improvvisate. Ragazzi che si offrono di accompagnarti e poi ti portano dritto nei negozi di tappeti dove il proprietario ti offre il tè e inizia una trattativa che dura ore. Fanno parte del sistema, sembrano amici ma lavorano su commissione.
Un consiglio che nessuna guida scrive: entrare nella conceria Chouara la mattina prestissimo, verso le sei. I conciatori iniziano a lavorare all'alba e non c'è nessuno a chiederti soldi per la vista. Portati un sacchetto di menta fresca da mettere sotto il naso, l'odore è devastante ma la luce di maggio rende tutto più sopportabile.