Costa Smeralda: il lusso della natura selvaggia
La Costa Smeralda è l'esempio perfetto di come il lusso possa convivere con una natura ancora autentica, ma attenzione: non è per tutti i budget. Io l'ho visitata in questo fine maggio e il clima era ideale, né troppo caldo né affollato. Per arrivare, il modo più pratico è volo su Olbia, poi da lì un'auto a noleggio è indispensabile perché i collegamenti pubblici sono rari e non coprono bene l'entroterra. Il tempo minimo che consiglio per godersela è di quattro o cinque giorni, altrimenti si rischia di vedere solo la superficie.
Quanto si spende? Diciamo che è una meta cara, con hotel in media sopra i 300 euro a notte già a maggio. Però ho scoperto che si può risparmiare alloggiando nei paesi interni come San Pantaleo, che è incantevole e molto più economico della costa. Cosa non perdere: la spiaggia di Capriccioli e la cala del Principe, ma anche un giro a Porto Cervo per la passeggiata sul lungomare, anche se è un po' teatro. Cosa evitare: i ristoranti sulle spiagge con i lettini a pagamento; cibo mediocre a prezzi assurdi. Meglio cercare le trattorie nascoste a Lu Impostu o Arzachena.
Un aspetto negativo che ho trovato è la sensazione di esclusività forzata in certi lidi: per entrare in alcune calette si paga il parcheggio, poi il lettino, poi il tendone. Una delusione. Il consiglio che non trovi sulle guide: svegliati presto e raggiungi cala dei Sospiri all'alba. Non c'è nessuno, l'acqua è immobile e il silenzio ti fa capire perché la chiamano "selvaggia". Non serve spendere una fortuna per quella magia.