Brasile: L'arcipelago di Fernando de Noronha è ancora un sogno?
No, Fernando de Noronha non è più il sogno che vendono sui depliant. Diciamo che è un sogno con un sovrapprezzo e qualche crepa.
Budget? Carissimo, non c'è alternativa. Tra la tassa di ingresso obbligatoria che schizza ogni anno, i voli da Recife o Natal che costano un rene e i prezzi della ristorazione da capogiro, in una settimana si spendono cifre da Maldive. E le Maldive forse hanno più spiagge con sabbia bianca, qui la sabbia è bella ma non è farina di corallo.
Per arrivare l'unica via sensata è l'aereo: nessun battello da sogno da Recife, solo ore di attesa e voli che spesso cancellano. Una volta sull'isola, o noleggi un buggy carissimo o usi i pulmini che passano quando vogliono. Le strade sono sterrate, polverose, e il parco nazionale limita gli accessi.
Servono almeno 4-5 giorni per visitare i punti principali, ma non aspettatevi la solitudine da cartolina. A giugno il clima è misto, con piogge improvvise e mare che a volte chiude Baia do Sancho per sicurezza. Il vero aspetto negativo? La gestione ossessiva del turismo: code infinite per i sentieri, orari fissi e quel senso di essere sempre in fila anche in paradiso.
Consiglio che sulle guide non trovi: non concentratevi sulle spiagge famose. Il bello è il mare della parte nord, fuori dalla protezione ferrea del parco, dove si pesca e si mangia il polpo con meno sconti. Ma fatelo all'alba, prima che arrivino i tour operator.