Portofino: barche, vip e charme senza tempo
Portofino merita la fama? Sì, ma solo se si è disposti a mettere mano al portafoglio e a gestire la calca. Da milanese, ci vado ogni tanto per un weekend lungo, e il fascino c'è, ma va preso per quello che è: una bomboniera per pochi, non una meta per chi cerca spiagge libere o vita notturna a buon mercato.
Quando andare: assolutamente evitare luglio e agosto, quando il paese diventa un formicaio e il parcheggio costa più di una cena. Meglio maggio, settembre o giugno come ora: il clima è ancora gradevole, le barche in porto ci sono già, ma non si soffoca tra i selfie. Per visitarlo, mezza giornata è più che sufficiente, a meno di non voler camminare fino al Castello Brown o fare un giro in battello.
Come arrivarci: in auto da Milano si arriva in un paio d'ore, ma il parcheggio a Portofino è un incubo. Consiglio di lasciare la macchina a Santa Margherita Ligure e prendere il battello o il bus navetta; si risparmia tempo e stress. Muoversi a piedi è l'unica opzione decente, perché le strade sono strette e piene di gente.
Quanto si spende: caro, decisamente caro. Un caffè in piazzetta può costare 5 euro, un pranzo in un ristorante con vista sul porto parte da 70-80 euro a testa senza vino. Per una giornata base (pranzo, caffè e parcheggio) mettere in conto almeno 150 euro a persona, e non si dorme nemmeno. Il budget è da medio-alto a molto alto.
Cosa non perdere: la piazzetta al tramonto, quando la luce dorata colpisce le case color pastello e le barche ondeggiano. Il Castello Brown merita per la vista sulla baia, ma costa 5 euro. Il giro in battello verso San Fruttuoso è bello, anche se affollato.
Cosa evitare: i ristoranti in piazzetta, che servono piatti mediocri a prezzi da stella Michelin. Meglio un panino al volo o un aperitivo in uno dei bar meno centrali. Anche lo shopping di lusso è una trappola: le vetrine sono patinate, ma i prezzi sono più alti che a Milano.
Aspetto negativo: Portofino è minuscolo. Dopo un'ora si è già visto tutto, e la folla rende l'esperienza meno charmante di quanto promettano le brochure. La delusione maggiore è scoprire che il fascino da cartolina è spesso rovinato dal turismo di massa e dai prezzi spropositati.
Consiglio specifico che non troverete sulle guide: andare al bar dello Yacht Club Italiano, all'estremità del porto. È riservato ai soci, ma se si chiede gentilmente e si ordina un aperitivo, spesso si può entrare. Il servizio è impeccabile, la vista sulle barche da sogno è impagabile, e si sta lontani dalla bolgia della piazzetta.