Madagascar: baobab, lemuri e spiagge perdute
Madagascar ha baobab e lemuri che meritano, ma le spiagge perdute sono una scommessa: alcune sono paradisiache, altre deludono perché troppo commercializzate o difficili da raggiungere senza perdere giorni. Io ho visitato a giugno, che qui è inverno secco: clima asciutto e fresco, ideale per spostarsi, anche se l'oceano è meno caldo. Per arrivare da Bari ho preso un volo per Parigi e poi diretto ad Antananarivo, circa 600-800 euro a tratta in alta stagione. Una volta lì, i voli interni sono l'unica opzione sensata per coprire distanze enormi: noleggiare un'auto con autista costa sui 50-70 euro al giorno, ma le strade sono un inferno di buche e fango. Il budget totale per tre settimane è medio-alto: almeno 2000-2500 euro a persona tutto compreso, se si viaggia con un minimo di comfort. Cosa non perdere: la Riserva di Kirindy per i lemuri notturni e l’Altopiano di Isalo per i canyon, ma anche il viale dei Baobab all'alba – è l'unica cartolina che regge. Cosa evitare: le spiagge di Nosy Be sono sopravvalutate e piene di resort pacchiani; meglio la costa orientale, come Sainte Marie, più autentica ma raggiungibile solo con voli interni che spesso cancellano. Il tempo minimo per un giro decente è di venti giorni, altrimenti si passa metà del viaggio in macchina. La delusione più grande? La gente locale è gentile, ma il turismo ha creato un circo di venditori insistenti in ogni mercato: nessuna guida lo dice, ma preparati a negoziare ogni singolo spostamento. Un consiglio specifico che non si trova nei blog patinati: porta una scheda SIM locale della compagnia Telma, perché la copertura è l’unica decente fuori città, e scarica mappe offline di Maps.Me con i sentieri segnati dai brousse – i taxi collettivi si fermano dove vogliono, non dove dicono gli orari ufficiali.