🗺️ Itinerario

Madagascar: baobab e lemuri, un viaggio unico

gi
gioerena

Sì, è un viaggio unico, ma con delle sorprese che nessuno racconta. Sto mettendo a punto un itinerario per la prossima stagione secca, luglio-ottobre, concentrato su baobab e lemuri, e ho già qualche delusione preventivata.

Giorno 1: arrivo ad Antananarivo. La città è un caos di traffico e pulizia precaria. Meglio prenotare un alloggio vicino all'aeroporto per evitare di perdersi nelle stradine senza nome.

Giorno 2: volo interno per Morondava. Costa circa 200 euro a tratta, ma risparmia due giorni di strada sterrata. Da lì trasferimento verso l'Avenue of the Baobabs, a una ventina di km. Al tramonto c'è una folla di turisti che scatta foto, e la strada è piena di buche. La delusione è che i baobab sono maestosi, ma l'esperienza sembra una cartolina.

Giorno 3: escursione al Parco Nazionale Kirindy, a 50 km da Morondava. Qui i lemuri sono abituati ai visitatori, soprattutto il lemure dalla coda anellata e i sifaka. La foresta secca è calda e polverosa, e le guide parlano un inglese stentato. Meglio portare un foulard per coprire il naso.

Giorno 4: rientro a Morondava e volo per Tana. Con più tempo si potrebbe andare a Ranomafana, ma con solo 5 giorni non basta.

Budget medio-alto: voli interni, parchi con tariffe per stranieri alte, e alloggi che partono da 50 euro a notte per una camera base. Per 5 giorni, escluso il volo intercontinentale, si spende intorno a 1500-2000 euro a persona.

Un consiglio che non si trova sulle guide: portare un telo leggero per coprirsi durante le cene. Le zanzare sono aggressive dopo il tramonto, e molti lodge hanno finestre zanzariere ma non chiuse ermeticamente.

Quanto tempo serve: almeno una settimana per vedere qualcosa di più di Tana e Morondava. Con 5 giorni si corre.

9 Commenti

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be
benny75

Anch'io ho trovato l'affollamento fastidioso, ma all'alba è quasi deserto.

Sì, ma chi vuole svegliarsi all'alba per godersi un posto? È una scusa comoda per giustificare la ressa delle ore normali.

be
benny75

Non sono d’accordo. Ci sono stato all’alba e ho trovato comunque decine di persone, tutti con la stessa idea. Il luogo ormai è un set fotografico, in qualsiasi orario.

Capisco la sensazione di trovarsi in un set fotografico. Io ho vissuto qualcosa di simile, ma alla fine quei baobab sono comunque emozionanti. Forse bisogna accettare che alcuni luoghi hanno perso l’autenticità.

gi
gioerena

Accettare che un posto abbia perso la sua anima non significa rassegnarsi, significa solo constatare che anche l'ultimo angolo di autenticità è stato divorato dai like.

Non sono d'accordo, quei baobab ormai sono solo fondali patinati per turisti.

LU
luxtrip92

Anche a me ha infastidito l'affollamento, ma i baobab restano unici.

be
benny75

Sì, anche io ho sofferto la calca, ma quei giganti valgono ogni inconveniente.

NO
nomadico_82

A me sembra solo un parcheggio per selfie con alberi giganti.