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Perù: rotta gringo? Meglio la Cordillera Blanca

NO
nomadico_82

Rotta gringo? La Cordillera Blanca è un'altra storia. Se il Perù turistico si riduce a Cusco e Machu Picchu, qui si viene per camminare, non per fare la fila davanti a un tempio. Io ci vado a giugno, che è il mese ideale: stagione secca, cieli limpidi, temperature sopportabili di giorno e freddo pungente di notte. Per arrivare, prendo un volo per Lima e poi un bus notturno per Huaraz, circa 8 ore su strade che fanno rimpiangere l’aereo, ma il paesaggio ripaga. Si può anche volare su Huaraz con un regional, ma costa il triplo e non ne vale la pena se si ha tempo.

Il budget qui è medio-basso: alloggio in ostello a 10-15 euro a notte, un pasto completo nella piazza di Huaraz a 5-7 euro. I veri soldi li si spalma sui trekking organizzati: 200-300 euro per 4-5 giorni con guida e zaino in spalla, ma si può anche andare autonomi se si è esperti di altitudine e di cartografia. Il minimo per non sentirsi di corsa è 10 giorni, ma 15 permettono di includere un trekking lungo come il Santa Cruz.

Cosa non perdere? La Laguna 69: un’ora e mezza di camminata dura, ma quel colore turchese a 4.600 metri non si dimentica. Il Quebrada de Llanganuco con le sue lagune gemelle è un must. E il Santa Cruz trek, 4 giorni, senza turisti massificati, con l’Alpamayo che ti guarda.

Cosa evitare? I tour last minute a Huaraz che promettono “glacier tour” in pulmino: quasi sempre ti portano a vedere la lingua del ghiacciaio da lontano, con 20 persone e zero spiegazioni. E l’altitudine: molti sottovalutano il mal di montagna. Non si arriva il primo giorno e si parte per un trek. Meglio due giorni di acclimatamento a Huaraz (3.050 m) e salire gradualmente.

Una delusione? La sporcizia umana. Alcuni sentieri, specialmente vicino ai camping, sono pieni di carta igienica e lattine. Non è colpa del Perù, ma di certi escursionisti che pensano che la montagna sia una discarica.

Consiglio che non trovi nelle guide: porta una pomata al propoli per le screpolature delle labbra e del naso. L’aria secca e il freddo secco spaccano la pelle in poche ore, e qui non si trova niente di decente. Prendila a Roma, costa poco e salva.

6 Commenti

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la
lauro_79

Ci sono stato, i trekking sono fantastici ma il bus notturno è davvero duro.

pa
passo_lento95

A me il bus notturno non è sembrato così duro.

LU
luxso99

Se a te non è sembrato duro, significa che hai standard bassi.

ag
ago_70

Concordo, il bus è duro ma i paesaggi dei trekking sono incredibili.

NO
nomadico_82

I trekking sono sopravvalutati: ore di zolfo e zanzare per vedere un prato uguale a quello dietro casa. Il bus ti fa risparmiare tempo e fatica per una birra fresca.

be
benny75

Ci sono stato e l'altitudine è un problema serio che il post ignora. A giugno il freddo notturno è estremo e il rischio di mal di montagna è alto, non proprio un mese "ideale" per tutti.