Perù: trekking nella Cordillera Blanca
Perù: trekking nella Cordillera Blanca
Se chiedi se vale la pena, la risposta è sì, ma con le scatole ben piantate per terra. La Cordillera Blanca è una delle zone di trekking più spettacolari delle Ande, ma il marketing ha fatto passare come "facile" un percorso che richiede acclimatamento serio e gambe buone. Ecco un itinerario realistico per giugno 2026, evitando le fregnacce da Instagram.
Budget: medio-alto, sui 900-1300 euro a testa (voli esclusi) per 9 giorni sul campo, contando guide obbligatorie in alcune tratte e pernottamenti basici. Economico solo se dormi in tenda e fai tutto da solo, ma per il Santa Cruz serve comunque un agenzia di appoggio.
Giorno 1 – Arrivo a Lima e volo interno per Huaraz
Atterri a Lima, prendi un volo per Huaraz (1 ora, circa 80-100 euro sola andata). Huaraz è a 3050 m: niente escursioni il primo giorno. Il mal di montagna colpisce anche chi si sente invincibile. Meglio camminare piano e bere coca tea. Pere, non patatine.
Giorno 2 – Acclimatamento: Laguna 69
Escursione giornaliera alla Laguna 69 (4600 m). Si parte presto, 3 ore di cammino in salita. L’acqua è di un turchese assurdo, ma i sentieri sono pieni di gente a giugno. Se vuoi evitare la folla, parti alle 5:00. Costo: 15-20 euro per il trasporto collettivo.
Giorno 3 – Inizio trekking Santa Cruz (versione 4 giorni)
Da Huaraz a Cashapampa (3 ore in colectivo, 10 euro). Si parte per il primo giorno di Santa Cruz: 5 ore di cammino fino a Llamacorral (3800 m). Il paesaggio è ampio, ma il percorso è polveroso e le zanzare ci sono anche a 3500 m. Porta repellente, non solo crema solare.
Giorno 4 – Da Llamacorral a Taullipampa
6 ore di cammino, si supera il passo Punta Unión (4750 m). Qui il vento è costante, non c’è vegetazione, sembra di stare su Marte. La vista sul ghiacciaio Taulliraju è da togliere il fiato. Però il campeggio a Taullipampa è esposto: di notte fa freddo anche a giugno, sacco a pelo da -10°C obbligatorio.
Giorno 5 – Discesa a Vaquería
Ultimo giorno del Santa Cruz, 5 ore di discesa fino a Vaquería (3700 m). Si passa accanto a lagune verdi, ma il sentiero è rovinato dal passaggio dei muli. Non aspettarti la perfezione svizzera. Da Vaquería rientro a Huaraz in collettivo (20 euro).
Giorno 6 – Riadattamento e visita a Chavín de Huántar
Giorno leggero a Huaraz per lavare i panni impestati di sudore. Poi visita al sito archeologico di Chavín (3 ore di bus, 8 euro). Interessante, ma i turisti ci vanno in massa. Vai nel pomeriggio: meno gruppi, più silenzio.
Giorno 7 – Trekking al Pastoruri Glacier (mezza giornata)
Il ghiacciaio si sta ritirando velocemente, è un simbolo del cambiamento climatico. Salita facile, ma a 5250 m si sente. Per me è stata una delusione: il ghiaccio è sporco, circondato da recinzioni, e la strada asfaltata arriva quasi in cima. Non è wilderness, è un parcheggio con vista.
Giorno 8 – Lagunas Parón e alternativa sconosciuta
La Laguna Parón (4200 m) è bella, ma tutti ci vanno. Il consiglio che non trovi sulle guide: invece di Parón, vai alla Laguna Churup. Il sentiero è più ripido, meno affollato, e l’acqua è altrettanto spettacolare. Si raggiunge da Huaraz in un’ora di bus e due ore di camminata. Non serve guida, solo buoni polmoni.
Giorno 9 – Rientro e considerazioni
Torna a Lima in volo. Un aspetto negativo non sbandierato: i servizi igienici lungo i trekking sono inesistenti o luridi. Portati sempre carta igienica e un sacchetto per la plastica. L’agenzia locale fa pagare l’imbottigliamento dell’acqua tre volte il prezzo del supermercato.
Tempo necessario: minimo 10 giorni totali tra voli e trekking. Se hai solo una settimana, salta Chavín e fai solo il Santa Cruz.
Verdetto: bellissimo, ma non per chi cerca sentieri lisci o privacy. La Cordillera Blanca è selvaggia, sporca e ipnotica. Porta pazienza e zanzariera.