Brasile: la Chapada Diamantina è più selvaggia del Pantanal?
Allora, sì: la Chapada Diamantina è oggettivamente più selvaggia del Pantanal, ma non nel senso che tutti pensano – il Pantanal è una savana allagata con fauna visibile a portata di macchina fotografica, mentre la Chapada è un labirinto di canyon, grotte e altipiani che richiede gambe, fiato e una buona dose di autogestione. Ho passato tre settimane tra Lençóis, Vale do Pati e Igatu a giugno, e la differenza sta nella fatica: lì non esiste il “safari” comodo, ogni cascata è una camminata di ore, spesso senza sentieri segnati o cartelli. Ecco cosa nessuno dice: il Pantanal è selvaggio perché i jacarè ti nuotano accanto, ma la Chapada lo è perché sei da solo in mezzo a nulla, senza nessuno che ti venda un tour da 100 real.
Budget: medio-alto per gli standard brasiliani. In una settimana spenderai circa 3000-4000 reais a persona se dormi in pousadas basiche e mangi nei ristoranti di Lençóis. Economico? No, perché il trasporto per arrivare ai punti remoti è caro: 4x4 condivisi per la Vale do Pati costano 150-200 reais a testa solo andata, e le guide obbligatorie per certe grotte ti spillano altri 100-150 reais al giorno. Se vuoi risparmiare, campeggio e cucina autonoma sono l’unica via, ma devi portare tutto – a Capivara non trovi supermercati.
Come arrivare: volo per Salvador, poi bus fino a Lençóis (circa 6-7 ore, 80-100 reais). Oppure noleggio auto da Salvador, ma attento alle strade sterrate dopo le piogge. Muoversi: a piedi, con 4x4 prenotati al momento o con i trasferimenti organizzati dalle pousadas. Dimentica i mezzi pubblici: non esistono. Per la Vale do Pati serve un pick-up con autista locale perché le strade sono bianche e pericolose.
Quanto tempo: minimo 10 giorni per vedere qualcosa – tre per Lençóis e dintorni, quattro per il circuito del Pati, un paio per Igatu e la regione nord. Con meno di una settimana non vale la pena, perché le distanze ingannano e i percorsi sono lenti.
Aspetto negativo: la delusione delle guide pagate. Molti locali ti portano in cinque minuti alla prima cascata turistica e dicono “fatto”, mentre i percorsi più belli richiedono una pianificazione individuale. In più, a giugno, le piogge improvvisate trasformano i sentieri in fango scivoloso – ho visto gente scivolare dentro la Gruta do Lapão senza torcia e con le scarpe sbagliate. E poi, le zanzare: nonostante l’altitudine, sono aggressive la sera.
Consiglio che non trovi nelle guide: salta il tour organizzato da Lençóis per il Morro do Pai Inácio all’alba. Meglio andare da solo al tramonto, quando i gruppi se ne vanno, e restare fino alle stelle – la vista sulla Serra Sincorà è la stessa, ma senza la folla. Porta una light d’emergenza e una corda sottile per legare lo zaino durante le scalate umide. E non credere ai siti che dicono “basta una bottiglia d’acqua”: per il Vale do Pati, calcola 3 litri a testa per le camminate di otto ore.