Brasile: Chapada Diamantina, avventura tra grotte e cascate
Chapada Diamantina è un parco nazionale nello stato di Bahia, in Brasile, e la domanda sorge spontanea: vale davvero la pena? La risposta è sì, ma con alcune riserve che pochi raccontano. Il periodo migliore è tra giugno e settembre, quando piove poco e i sentieri non sono impraticabili. Da dicembre a marzo il caldo è opprimente e gli acquazzoni trasformano i percorsi in fango, sconsigliato. Per arrivare, il volo più comodo è fino a Salvador, poi un autobus per Lençóis, la base principale. Ci vogliono circa sei ore di pullman, più il trasferimento dall'aeroporto di Salvador. In alternativa, si può noleggiare un'auto all'aeroporto, ma le strade per il parco sono dissestate e la guida notturna è pericolosa.
Il budget è medio-alto: non è un viaggio economico come il resto del Brasile. Una camera a Lençóis costa dai 150 ai 250 reais a notte in alta stagione, più i pasti che si aggirano sui 50-80 reais a testa. Le escursioni guidate obbligatorie per grotte come la Lapa Doce partono da 200 reais a persona. Per visitare il parco servono almeno cinque giorni, ma per vedere tutto senza correre meglio sette. Cosa non perdere: la Valle do Pati, un trekking di tre giorni spettacolare, e la Cachoeira da Fumaça con il suo salto di 380 metri. La Gruta da Pratinha è bella ma troppo turistica, meglio andarci all'alba.
Ora l'aspetto negativo: l'organizzazione è carente. I sentieri non sono segnati bene, molti punti di interesse richiedono guide obbligatorie, e senza portoghese parlato è dura contrattare. Inoltre, la gente del posto si lamenta che i turisti impoveriscono le risorse idriche, e lo senti nell'aria. Consiglio specifico che non trovi sulle guide: porta contanti, ma non troppi, perché gli sportelli automatici a Lençóis finiscono i soldi il weekend. Preleva a Salvador prima di partire. E non fidarti dei tour da mezza giornata pubblicizzati come avventurosi: sono solo passeggiate pagate care.