Puglia: tour enogastronomico a settembre, vale la pena?
Sì, vale assolutamente la pena, soprattutto per chi cerca sapori autentici lontano dalla calura di luglio e agosto. A settembre l'uva è ancora dolce sugli alberi, gli ulivi iniziano a caricarsi e i mercatini dell'entroterra offrono il meglio della stagione. Il budget è medio: per un tour enogastronomico di sette giorni, tra degustazioni, pranzi in masserie e pernottamenti in agriturismo, si spende circa 1.200-1.500 euro a persona, voli esclusi. Per arrivare uso l'aeroporto di Bari o Brindisi, entrambi ben collegati; una volta lì, noleggiare un'auto è quasi obbligatorio per raggiungere cantine e frantoi sparsi nelle campagne. Il tempo minimo per assaporare il Salento, la Valle d'Itria e il Gargano è di una decina di giorni, ma con una settimana si può vivere un'ottima sintesi. L'aspetto negativo? La folla: settembre è ancora alta stagione per molti turisti, specialmente nelle prime due settimane, e certe masserie rinomate vanno prenotate con largo anticipo. Un consiglio che non trovi sulle guide: cerca le cantine che producono vini naturali o di piccole cooperative locali, spesso fuori dai circuiti delle Denominazioni più famose. Lì si incontrano i veri vignaioli, si beve il Negroamaro in un bicchiere di plastica e si impara cosa significa davvero la Puglia del vino.