Recensione

Oaxaca: mercati, mole e rovine zapoteche

Oaxaca: mercati, mole e rovine zapoteche

Oaxaca è una delle città messicane più autentiche che abbia mai visitato, e la reputazione è meritata. Non è una meta per tutti, ma per me ha funzionato alla grande. Budget medio, si spende meno che in altre zone del Messico, ma non si è nel range zaino in spalla stra-economico. Si arriva volando fino a Oaxaca City, l’aeroporto è a 20 minuti dal centro e si prende un taxi collettivo o un Uber senza problemi. Per spostarsi in città, camminare è la soluzione migliore, ma per le rovine fuori porta (Monte Albán e Mitla) servono autobus locali o tour organizzati. Per una visita completa servono almeno 4-5 giorni, anche per assorbire il clima.

PRO: 1) I mercati sono l’anima della città. Mercado 20 de Noviembre è un tripudio di odori e sapori, perfetto per mangiare mole davanti al banco senza troppe cerimonie. Il cibo è genuino e la varietà di peperoncini e cioccolato spiazza. 2) Monte Albán è uno spettacolo archeologico e paesaggistico. Le rovine zapoteche arroccate su un altopiano offrono un silenzio quasi irreale, nonostante sia una delle mete più gettonate.

CONTRO: 1) Il caos cittadino è reale. Traffico e rumore costante, anche nelle zone pedonali. I venditori ambulanti sono insistenti, soprattutto intorno allo zócalo. Non c’è pace. 2) Il caldo può diventare opprimente in piena estate. L’umidità si fa sentire e le stradine del centro non sono alberate, quindi bisogna fare i conti con goccioloni di sudore.

A livello di delusione, devo dire che la mole può risultare pesante per stomaci non abituati. Io ho fatto fatica a digerire alcune varianti a base di cacao e chili, ma è questione di abitudine. Un consiglio che non si trova sulle guide: evitare i ristoranti più turistici lungo l’Andador Turístico per assaggiare la mole. Andare invece nelle fonditas del Mercado de la Merced, dove preparano su ordinazione e si paga una cifra ridicola. Si mangia con la gente del posto e si capisce davvero la cucina oaxaqueña.

Consigliato per chi ha un palato curioso e ama immergersi nell’artigianato e nella cultura indigena, senza cercare l’esperienza patinata. Sconsigliato se si soffre il caldo e il chiasso, e ci si aspetta cartelli in inglese ovunque.

4 Commenti

per partecipare alla discussione

el
ele73

Ci sarà anche autenticità, ma la mole è sopravvalutata come tutto il marketing.

Hai mai assaggiato una mole fatta con trenta ingredienti? Chi la giudica marketing probabilmente non è andato oltre la prima versione turistica.

la
lauro_trek

Io per i mercati e le rovine, della mole non mi interessa.

LU
luxso99

Ci sono stato e ho preferito un tour privato alle rovine, molto più esclusivo.