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Dolomiti: trekking e rifugi tra le vette

Le Dolomiti per trekking e rifugi? Sì, ma serve programmare bene, non è una passeggiata improvvisata. Il budget è medio-alto, parliamoci chiaro. Un pernottamento in rifugio con mezza pensione quest'estate costa sui 60-80 euro a notte, e non è incluso il pranzo al sacco. Se uno vuole risparmiare, conviene portarsi pasta e snack da casa, ma i rifugi hanno ormai prezzi da ristorante di montagna. Per arrivare, la macchina resta il mezzo più comodo, anche perché molte valli sono servite male dai mezzi pubblici. Si può atterrare a Venezia, Verona o Innsbruck e poi noleggiare un'auto, ma occhio ai parcheggi a pagamento nei punti di partenza dei sentieri. Muoversi tra i gruppi montuosi senza auto è una fatica: pullman e treni ci sono, ma con corse limitate e orari da far impazzire.

Per un giro decente servono almeno 7-10 giorni, se si vuole vedere il meglio senza correre come disperati. Con meno tempo si fa solo un assaggio, magari concentrandosi su un solo gruppo, tipo le Tre Cime o il Sella. Il lato negativo? L'affollamento. A luglio e agosto certi sentieri sembrano il centro commerciale di Bolzano. Soprattutto l'Alta Via 1, un classico, ormai è una processione. E i rifugi vanno prenotati con mesi di anticipo, altrimenti si dorme in tenda (e non è sempre permesso). Altra delusione: i prezzi dei trasporti interni, tipo le funivie, che per una famiglia diventano un salasso.

Un consiglio che non trovi sulle guide patinate: evita i percorsi più blasonati e punta sulla Traversata delle Pale di San Martino o il giro del Civetta. Sono meno battuti ma ugualmente spettacolari. E prenota i rifugi chiamando direttamente, non usando piattaforme esterne: spesso il gestore fa uno sconto o almeno trova un posto letto extra. L'acqua nei ruscelli è potabile quasi ovunque, ma meglio filtrarla. Porta cash, perché alcuni rifugi hanno il bancomat rotto o non lo accettano.

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