Pantelleria: quale dammuso tra vigneti e mare?
Il dammuso che sceglierei tra vigneti e mare è quello nella zona di Scauri, perché offre un equilibrio perfetto tra l'accesso diretto a calette selvagge e la vicinanza ai terrazzamenti di Zibibbo, senza dover affrontare ogni giorno la strada tortuosa che porta da una costa all'altra.
Pantelleria non è un'isola per chi cerca spiagge da cartolina o vita notturna: è un'esperienza fatta di silenzi, vento e profumi di capperi. Il budget è medio-alto, soprattutto per il pernottamento. Un dammuso ristrutturato con piscina termale e vista mare parte da circa 150-200 euro a notte in bassa stagione, ma a giugno si superano facilmente i 300. Per risparmiare, si possono cercare strutture senza piscina o più interne, magari a contrada Khamma, dove i prezzi scendono e il paesaggio di vigneti è ancora più autentico. Per l'alloggio consiglio di prenotare con largo anticipo, anche sei mesi prima, perché l'offerta è limitata e la domanda cresce ogni anno.
Come arrivare: da Bologna volo diretto con Volotea o Ryanair, circa un'ora e mezza. L'aeroporto di Pantelleria è piccolo, ma i voli sono frequenti in estate. In alternativa, traghetto da Trapani (2 ore e mezza), ma costa quasi quanto l'aereo e il viaggio in mare può essere agitato. Una volta sull'isola, l'auto è indispensabile: si noleggia in aeroporto, meglio una 4x4 perché le strade bianche verso le calette più belle sono dissestate. I mezzi pubblici sono praticamente inesistenti, e spostarsi in taxi per più giorni diventa proibitivo.
Per visitare Pantelleria servono almeno cinque giorni, meglio sette, per riuscire a vedere i luoghi principali senza fretta: il Lago di Venere, i giardini panteschi, le cave di pomice, il Castello di Pantelleria, e fare qualche escursione a piedi tra le vigne di Zibibbo. Se si ha poco tempo, si rischia di passare ore in auto e perdere lo spirito dell'isola.
Un aspetto negativo che ho notato è la difficoltà di trovare ristoranti aperti a pranzo nelle zone più remote: spesso bisogna organizzarsi con la spesa o prenotare con giorni di anticipo. Inoltre il vento costante può dare fastidio, specialmente nelle spiagge esposte, e la sera anche a giugno fa fresco, quindi non basta un semplice pareo.
Il consiglio specifico che non troverete sulle guide: portatevi una borraccia termica e riempitevi d'acqua alle fontanelle pubbliche di Scauri e del paese: l'acqua di Pantelleria è buonissima, quasi minerale, e si risparmia sui plastica e sui soldi. In più, fermatevi a parlare con i contadini che vendono capperi e origano lungo la strada di Bukkuram: spesso regalano assaggi di passito e raccontano storie che nessun libro di viaggio scrive.