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Città del Messico: tacos, mercati e murales, la capitale del sapore

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Città del Messico è davvero la capitale del sapore, e non solo per i tacos: lo capisci appena metti piede in un mercato come il San Juan, dove il cibo di strada si fonde con l'arte murale in un'esplosione di colori e spezie. Per il periodo migliore, da ottobre a marzo il clima è secco e piacevole, ma se arrivi d'estate come in questo giugno, preparati a piogge torrenziali che però rinfrescano l'aria e svuotano le file ai chioschi più famosi. Per arrivare si atterra all'aeroporto Benito Juárez, collegato al centro con la metropolitana (linea 5 e poi 3) in meno di mezz'ora; io preferisco Uber per evitare confusioni con i taxi ufficiali, che a volte fanno prezzi ballerini. Muoversi in città è semplice grazie alla metro, economica e capillare, ma evita le ore di punta (7-9 e 18-20) perché sembra di essere in un toro meccanico. Serve almeno una settimana per assorbire il centro storico, Xochimilco e le colonie di Condesa e Roma, ma se hai fretta in quattro giorni fai il essenziale.

Il budget è medio: con 50-70 euro al giorno si mangia divinamente tra mercati e taquerias, mentre per hotel decenti in zona centrale si parte da 80 euro. Tra le cose da non perdere, il murales di Diego Rivera al Palacio Nacional è un capolavoro, e il mercato di La Merced offre un caleidoscopio di sapori che nessuna foto può rendere. Però c'è un aspetto negativo che mi ha deluso: la sicurezza in alcune zone è un problema reale. Nonostante sia migliorata, quartieri come Tepito vanno evitati, e anche nel centro storico la sera meglio non girare da soli con il telefono in mano.

Un consiglio specifico che non trovi sulle guide turistiche: per un'esperienza autentica, cerca i chioschi di tlacoyos alle cinque del pomeriggio fuori dalla stazione della metro Garibaldi, gestiti da signore che li farciscono con fave e nopales; costano pochi spicci e non hanno la fila dei posti più famosi. L'unica altra cosa da evitare sono i ristoranti di cucina messicana "internazionale" nelle zone turistiche: propongono versioni annacquate, meglio un taco al pastor da un carretto con la fila di locali. Se hai tempo, non trascurare il Museo Frida Kahlo, ma prenota con settimane di anticipo perché i biglietti volano. E ricorda, la città non si ferma mai: anche di lunedì i mercati sono aperti, ma molti musei chiudono, quindi pianifica.

2 Commenti

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Ci sono stato proprio in questo mese di giugno, e posso confermare le piogge torrenziali: ma hanno un che di magico, perché svuotano le strade e rendono i mercati ancora più autentici. Al mercato San Juan ho passato ore a curiosare tra bancarelle di spezie e frutta esotica, poi mi sono perso in un vicolo dove un murales di Frida Kahlo mi ha fermato per dieci minuti. Per muovermi ho usato la metro, ma solo dopo le nove di sera per evitare la calca. E i tacos? Non ne ho mai mangiati di migliori che in un chiosco vicino alla Alameda Central.

la
lauro_trek

Sì, è vero, ci ho beccato un mercato di pesce semivuoto sotto un diluvio, spettacolare.