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Lecce: barocco e pasticciotto, il Salento a due passi

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Lecce è una città che si può vivere con un budget medio-basso, se si evitano i ristoranti più turistici e si dorme in un b&b o ostello fuori dal centro. Il barocco è ovunque, a volte anche troppo: ogni chiesa e palazzo sembra una torta di marmo. Per arrivare da Bari il treno regionale è la scelta migliore, costa poco e in un’ora e mezza si è in stazione. Muoversi a piedi è l’unico modo serio per vedere il centro, che è compatto. Per visitare bene Lecce e fare almeno un giro nelle campagne intorno servono due giorni pieni. Se si vuole vedere anche il Salento più estremo (Otranto, Gallipoli) servono almeno tre o quattro, ma lì serve un mezzo proprio perché i bus sono scomodi.

Il lato negativo? D’estate è un forno, e pure pieno di turisti. Il barocco alla lunga può stancare: stessa pietra, stessa decorazione, stessa folla che fa foto. La delusione più grande è stato il pasticciotto in un bar famoso del centro, troppo dolce e gommoso. Il vero pasticciotto si mangia nelle pasticcerie di periferia o nei paesi vicini, dove la crema è più leggera e la pasta sfoglia si sente.

Un consiglio che non trovi sulle guide: invece di fare la fila per entrare nella basilica di Santa Croce, girati e guarda il palazzo del Governo di fronte, ha un cortile interno sempre aperto con un pozzo e qualche affresco dimenticato. Nessuno lo visita. Inoltre, la sera il caldo cala e la pietra leccese diventa tiepida, è il momento migliore per sedersi in piazza Duomo e vedere le statue che sembrano respirare. Portati una borraccia, l’acqua nei chioschi costa il doppio del supermercato.

1 Commento

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benny75

D’accordo su tutto, e aggiungo che il caldo è davvero implacabile: io ho girato alle sei del mattino per godermi le piazze vuote. Un consiglio che non ho visto nel post: il forno della città vecchia fa una focaccia pugliese che vale l’intero viaggio, e costa poco.