Lago di Como: ville, vaporetti e folla, la Dolce Vita è un'altra cosa
Il Lago di Como? Un posto da cartolina rovinato dalla folla: la Dolce Vita è un'altra cosa, forse in inverno o durante una pandemia.
PRO:
1) Le ville sono da cartolina. Villa Carlotta e Villa Balbianello meritano il biglietto, giardini curati e storia che trasuda. Si capisce perché i ricchi di un secolo fa sceglievano queste rive.
2) Il paesaggio è pazzesco: montagne che si tuffano nel lago, colori che cambiano con la luce. Per chi ama la natura, è un paradiso.
CONTRO:
1) Folla asfissiante. A metà giugno sembra di essere alla stazione Centrale di Milano, non in riva al lago. File per i vaporetti, per i gelati, per i selfie. La "Dolce Vita" diventa "Dolce Attesa".
2) Prezzi da incubo. Un caffè a Como centro costa quanto un pranzo alla trattoria di paese. I ristoranti sul lago hanno menu turistici con sovrapprezzo ridicolo. Budget? Caro, molto caro. Per una giornata decente tra traghetti e pranzo, volano 80-100 euro a persona.
Come arrivare: treno da Milano, o Cadorna (linea S11) o Centrale (Regionale per Como). Arrivati, i vaporetti sono il metodo principale per spostarsi tra i paesi. Meglio comprare un biglietto giornaliero o un abbonamento se si resta più giorni. I bus di linea sono economici ma lenti.
Tempo necessario: minimo 3 giorni per vedere le cose principali senza impazzire. In due giorni si fa tutto di corsa e si maledice la folla.
Delusione: i vaporetti sono un inferno. Code di 40 minuti, posti in piedi stipati come sardine, e se perdi l'ultima corsa serale rimani a piedi. Il mio consiglio specifico (non sulle guide): prendi il battello per Bellagio da una fermata secondaria, come Torno o Pognana Lario, non dal molo di Como. Costa uguale ma trovi meno gente e una vista spettacolare. Inoltre, evita i ristoranti sulla piazza principale di Bellagio: sono trappole. Meglio salire in collina, nei paesini sopra, dove i prezzi crollano e la qualità sale.
Consigliato per chi vuole vedere le ville più famose e non si preoccupa di stare in mezzo alla ressa. Sconsigliato se cerchi relax, silenzio e autenticità: l'atmosfera da località turistica di massa uccide ogni romanticismo.