Yakushima: foreste primordiali e cascate nascoste
Yakushima è il luogo giusto per chi cerca foreste primordiali e cascate nascoste, ma la preparazione conta più del solito. L’isola offre un’esperienza unica, tra sentieri che sembrano usciti da uno studio Ghibli e corsi d’acqua che scompaiono tra muschi secolari. Tuttavia, non è una meta da affrontare con leggerezza: il clima umido, le sanguisughe e i trasporti limitati possono mettere a dura prova chi arriva senza un piano.
Quando andare
Giugno, mese in cui scrivo, è il pieno della stagione delle piogge. Le precipitazioni sono abbondanti, ma non costanti: spesso si alternano rovesci intensi e schiarite improvvise. Il vantaggio è una vegetazione al massimo del rigoglio e poca folla. Per chi preferisce condizioni più stabili, ottobre e novembre regalano cieli limpidi e temperature piacevoli. Maggio è un ottimo compromesso: meno pioggia di giugno, ma ancora foreste lussureggianti. Agosto va evitato: tifoni frequenti e turisti giapponesi in ferie.
Come arrivare e muoversi
Si raggiunge principalmente via aereo, con voli da Kagoshima (30 minuti) o da Osaka (un’ora e mezza). In alternativa, un traghetto veloce da Kagoshima impiega circa due ore e mezza; il traghetto notturno è più economico ma lungo. Sull’isola il sistema di autobus pubblici copre le attrazioni principali, ma le corse sono rade – una ogni ora o due – e spesso l’ultimo parte nel primo pomeriggio. Noleggiare un’auto è quasi obbligatorio per sfruttare al meglio il tempo: il costo si aggira sui 6000-8000 yen al giorno (40-50 euro), più il pedaggio per il tunnel. Io ho scelto un’utilitaria e non me ne sono pentito.
Budget
Si parla di una spesa media, con punte alte se si punta a pernottamenti vicini ai sentieri. Un viaggio di cinque giorni, con volo da Tokyo, auto a noleggio, pasti economici (onigiri e ramen) e un ryokan nella fascia media, si aggira sui 1200-1500 euro a persona. Si può risparmiare usando ostelli e il bus, ma la flessibilità ne risente. La voce più imprevedibile è l’alloggio: prenotare con mesi di anticipo è essenziale, specie per i lodge presso Shiratani Unsuikyo o Yakusugi Land.
Cosa non perdere
Il sentiero Shiratani Unsuikyo è il mio preferito: due ore di cammino sospesi tra radici giganti e tronchi caduti, senza la fatica del Jomon Sugi. Per le cascate, Okonotaki è la più scenica, ma quella nascosta è Fudo no Taki, raggiungibile con una deviazione poco segnalata dopo il ponte sospeso di Yakusugi Land. Il Jomon Sugi, il famoso cedro millenario, merita solo se si è pronti a una camminata di 8-10 ore con dislivello: la fatica è tanta, ma l’albero in sé è forse meno impressionante della foresta che lo circonda. Un consiglio poco noto: per evitare le code alla cima, iniziare l’escursione alle 4.30 del mattino, con una torcia frontale.
Cosa evitare
Sottovalutare l’attrezzatura. Le scarpe da ginnastica si inzuppano subito. Servono scarponi impermeabili e pantaloni lunghi. Le sanguisughe sono il vero incubo dell’isola: nei mesi umidi sono ovunque. Un repellente a base di DEET non basta. Il mio trucco, assente dalle guide, è portare dei calzini antileech in spandex sopra i pantaloni, sigillati con nastro adesivo. Funziona meglio di qualsiasi spray. Un altro errore: pianificare due sentieri diversi nello stesso giorno. Le distanze tra i parcheggi sono lunghe e le strade tortuose: meglio un’escursione lunga al mattino e un bagno termale nel pomeriggio.
Quanto tempo serve
Tre giorni sono il minimo per vedere Shiratani Unsuikyo, Jomon Sugi e una cascata. Una settimana permette di includere Yakusugi Land, le spiagge del sud e qualche giro in kayak. Io ho scelto cinque giorni e ho avuto la sensazione di aver visto l’essenziale, ma senza relax. L’aspetto più deludente? Il bus. L’ultima corsa per il villaggio parte alle 16:30, e una volta ho rischiato di rimanere bloccato al termine del sentiero delle cascate nascoste. Per fortuna un autista di passaggio mi ha dato un passaggio. Da allora, niente più bus: macchina o niente.