Hokkaido: natura estrema e onsen tra i vulcani
Hokkaido è tutto questo e molto di più, ma bisogna essere pronti a un'esperienza che mescola il piacere estremo del relax termale con una natura che sa essere davvero ostile. Per me, che organizzo un viaggio lì per agosto di quest'anno, il budget è medio-alto: volo da Bologna per Sappardo (con scalo a Tokyo) non è economico, e una volta sull'isola i costi lievitano per via dei parchi nazionali e degli onsen di qualità. Muoversi in auto a noleggio è quasi obbligatorio per raggiungere certe aree vulcaniche remote, ma i prezzi del carburante e dei pedaggi non scherzano. Serve almeno una decina di giorni per avere un assaggio vero: una settimana è troppo stretta, si rischia di passarla solo in autostrada o sui treni.
Un aspetto negativo l'ho già incontrato in fase di studio: la variabilità del clima. Anche in estate, nuvole basse e nebbia possono rovinare le viste spettacolari dello Shiretoko o del Daisetsuzan, e gli onsen all'aperto con tempesta sono un'idea romantica finché non ti becchi un acquazzone che ti congela le ossa. La delusione forse arriverà dal fatto che molti ryokan tradizionali hanno orari rigidi per i pasti e le terme, riducendo la libertà di esplorare.
Il consiglio che non trovi sulle guide: non bere l'acqua del rubinetto a Noboribetsu. Sembra acqua di sorgente vulcanica, ma è talmente ricca di minerali e zolfo da essere imbevibile e sgradevole, anche dopo la filtrazione. Portati bottiglie di acqua normale o compra al supermercato.
Insomma, Hokkaido è un sogno, ma concreto e duro: natura estrema sì, ma con i suoi rovesci.