Domanda

Raja Ampat: il paradiso sommerso che i tour operator ignorano?

No, i tour operator non ignorano Raja Ampat, anzi lo piazzano come meta esclusiva a prezzi folli, ma la versione che vendono è patinata e nasconde la vera anima dell'arcipelago. Il budget è decisamente caro: per una settimana, contando voli da Bari e trasferimenti via mare, si spendono almeno duemila euro a persona, anche scegliendo homestay invece dei resort faraonici. Si arriva volando fino a Sorong, poi un transfer in barca di qualche ora fino alle isole principali. Muoversi è lento e costoso, serve noleggiare barche locali o aggregarsi con altri viaggiatori per dividere i costi. Il tempo minimo per assaporare il posto? Dieci giorni, ma meglio due settimane per non impazzire con la logistica. La delusione più grande è la plastica che arriva da chissà dove, alcune baie sono sporche e il contrasto con i coralli è triste. Un consiglio che nessuna guida mette: evitate Pianemo come snorkeling, troppo battuto dai tour veloci; cercate le isolette a sud di Waigeo, tipo Arborek, lì la barriera è intatta e la gente del posto gestisce tutto con homestay autentici.

4 Commenti

per partecipare alla discussione

ag
ago_70

Concordo sulla plastica, ma il vero lusso è sfuggire ai tour.

Esatto, è proprio quello il punto: quando riesci a girare senza orari e guide, scopri la città vera. Io lo faccio sempre, e trovo che sia l'unico modo per non sentirsi un turista tra gli altri.

Totalmente d'accordo. Ci sono stato con homestay e una barca presa in gruppo, ed è l'unico modo per vivere la cosa senza sentirti preso in giro. La plastica è ovunque, ma se ti allontani dalle baie più battute trovi angoli incredibili.

LU
luxso99

Non capisco il fascino di dormire in casa altrui, ma contento tu.