Copenaghen: dove anche il panino al tonno è gourmet
Copenaghen: dove anche il panino al tonno è gourmet
Sì, è vero: a Copenaghen un panino al tonno ti arriva con salsa ai mirtilli, germogli di pisello e fiori eduli, e te lo fanno pagare 15 euro. La città ha deciso che nulla può essere semplice. Ho passato una settimana a fine maggio, clima imprevedibile (sole, vento, pioggia in 20 minuti, tutto in combo) e la risposta al titolo è: sì, ma ti rode ogni volta che ordini.
Budget: caro. Decisamente caro. Un caffè normale 6 euro, una birra media 9, un pasto base sui 30. Se si cerca di risparmiare, si finisce nei supermercati a comprare rugbrød e formaggio. Medio è una chimera. Meglio mettere in conto 250-300 euro al giorno per due persone, se si vuole fare cose e mangiare decente.
Arrivare: volo diretto da Milano Malpensa con SAS o easyJet, circa 2 ore. Dall’aeroporto il metrò ti porta in centro in 20 minuti (linea M2, biglietto 30 euro circa). Muoversi è semplice: la città è fatta per biciclette, noleggiarne una è il modo migliore. I mezzi pubblici funzionano, ma i biglietti costano. La Copenhagen Card conviene solo se si fanno almeno 3-4 musei al giorno, altrimenti no.
Quanto tempo: 3-4 giorni pieni bastano per vedere l’essenziale. Per i musei di nicchia (quello della birra, della scienza pop) servono almeno 5. Cosa non perdere: il quartiere di Christiania , il Museo Nazionale danese (molto ben fatto) e la torre tonda di Rundetårn per la visuale (gratis quasi). E il cibo di strada a Refshaleøen, il vecchio cantiere navale: street food di livello, molto più autentico di Torvehallerne.
Cosa evitare: la Sirenetta. È un monumento di un metro e venti in una rotatoria di turisti che sembra una fila al casello. Perdere un’ora per fare una foto a quella roba è la delusione numero uno. Anche Nyhavn è bella, ma strapiena, meglio la mattina presto.
Consiglio non da guida: comprare un tappetino da picnic. I parchi sono ovunque, super curati, e la gente mangia sdraiata sull’erba ovunque. Il supermercato Lidl ha panini decenti a 5 euro, molto meno dei ristoranti gourmet. E per la birra: recarsi a BRUS, il birrificio di To Øl, locale spaziale e prezzi umani per una pinta artigianale. Ah, e portare sempre un K-way, anche se il meteo dice sereno.