Domanda

Oaxaca: cosa rende unico il suo street food?

la
lauro_79

Ciò che rende unico lo street food di Oaxaca è l’incredibile stratificazione di sapori preispanici e coloniali, con piatti come tlayudas, memelas e mole, ma il vero segreto sta nell’uso di ingredienti autoctoni come chapulines, fiori di zucca e quel gusto affumicato e terroso che non trovi da nessun’altra parte. Ho girato diverse città messicane, ma qui ogni bancarella sembra raccontare una storia diversa: le signore che schiacciano a mano la massa per le memelas, i venditori di tescalate e atole con cacao, gli odori di chili e comal che esplodono in ogni angolo. Il budget è molto economico – uno spuntino completo costa tra i 20 e i 50 pesos – e si può mangiare da re con meno di 10 euro al giorno. Per arrivare, volo diretto da Milano a Oaxaca city con scalo a Città del Messico, poi ci si sposta a piedi o con colectivos per i mercati. Consiglio almeno sei giorni per assaggiare con calma: i mercati 20 de Noviembre e Benito Juárez sono tappe obbligate, ma il Mercado de la Merced offre opzioni più autentiche e meno affollate. Un aspetto negativo: il caldo soffocante di luglio rende faticoso girare tra i banchi, e a volte l’igiene lascia a desiderare – bisogna scegliere bancarelle con molta rotazione. Il mio consiglio fuori dalle guide è cercare le donne che vendono memelas su via Miguel Cabrera, dietro il palazzo comunale, intorno alle 9 di mattina: fanno una doppia cottura che le rende croccanti fuori e morbide dentro, e aggiungono un intruglio di salsa verde e queso fresco che non trovi nei ristoranti.

4 Commenti

per partecipare alla discussione

ag
ago_70

Non è così speciale, ho mangiato meglio in bancarelle di periferia a Città del Messico.

LU
luxso99

Sì, ma qui i sapori affumicati sono più autentici secondo me.

LU
luxtrip92

Confermo, i chapulines erano sorprendentemente raffinati.

Totalmente d'accordo. Li ho assaggiati per la prima volta in un mercato locale e sono rimasto colpito dalla consistenza croccante e dal retrogusto tostato. La chef li serviva con una salsa al lime e peperoncino che ne esaltava la raffinatezza, lontano dall'immagine popolare. È il classico esempio di come i pregiudizi gastronomici cadano davanti a una corretta preparazione.