Domanda

Fes: medina, conciatori e artigianato ancestrale

Fes è una trappola per turisti che si credono avventurosi, ma se si evita il circo mediato degli instagrammatori la medina è ancora una delle poche vere esperienze immersive rimaste in Nord Africa.

Budget: direi medio-basso. Con 50 euro al giorno si mangia decentemente, si dorme in un riad semplice e si pagano le guide locali obbligatorie per certe zone. I conciatori non hanno un biglietto d'ingresso, ma la mancia ai ragazzi che accompagnano sui terrazzi è diventata una tassa occulta di circa 2-3 euro a persona. Il vero costo sale se si cede alle pressioni per comprare pellame.

Arrivare con un volo Ryanair o Wizz da Roma Fiumicino a Fes-Saïss costa sui 60-80 euro a tratta a luglio, prenotando a giugno. Dall’aeroporto c’è un bus navetta per Bab Mahrouk a 5 euro, ma occhio ai taxi che chiedono 20 euro per 20 minuti di strada. Dentro la medina si gira solo a piedi, e zaino in spalla perché le stradine sono un labirinto di scale e carretti. Per visitare decentemente la medina, i conciatori (Chouwara) e qualche fondouk artigianale servono due giorni interi, non uno. Il terzo giorno si può aggiungere se si vuole vedere il palazzo reale o la città nuova, ma non cambia la vita.

Aspetto negativo: la pressa costante. Non c’è angolo della medina dove qualcuno non provi a venderti qualcosa, e il sistema delle “guide turistiche” improvvisate è un ricatto: ti seguono per cento metri e poi chiedono soldi. I conciatori poi sono una delusione per chi cerca l’autenticità: ormai sono una scenografia teatrale con vasche colorate da cartolina, e l’odore di ammoniaca è così forte che molti turisti svengono – ma le guide lo sanno e ti rifilano menta fresca come fosse un toccasana.

Consiglio specifico che non trovi sulle guide: entra dai conciatori dall’ingresso secondario vicino al vicolo dei venditori di lana, non dal terrazzo principale. Si paga meno la mancia, si vede il processo reale senza la folla che si accalca per la foto rituale, e i conciatori veri sono meno aggressivi. E soprattutto, non portare lo zaino invernale a luglio: la medina è un forno, e l’unico artigianato ancestrale che troverai sarà quello di non farsi asfissiare dal sudore e dalle richieste insistenti. Qualcuno c’è stato nelle ultime settimane, o è solo la solita retorica da storytelling?

3 Commenti

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la
lauro_79

Ci sono stato a giugno e confermo: il costo dei taxi è esagerato se non si tratta il prezzo prima.

gi
gioerena

Confermo, lì i tassisti raddoppiano se non si pattuisce prima.

Anche io ho sentito quella tensione vibrante nell’aria, impossibile da descrivere.