Nikko: santuari, cascate e natura giapponese?
Nikko: santuari, cascate e natura giapponese? Sì, assolutamente: è un concentrato di tutto questo, ma con qualche avvertenza che non sempre si legge sui dépliant.
Sto pianificando una visita a Nikko per questo luglio, e più mi informo più mi rendo conto che il posto merita un discorso a parte nel turismo giapponese. I santuari sono il cuore pulsante, a partire dal complesso di Toshogu, dedicato a Tokugawa Ieyasu, con quell'oro e intagli che lasciano senza fiato – quasi kitsch per alcuni, ma storicamente importante. Poi ci sono Futarasan e Rinnoji, meno affollati e più raccolti. Le cascate: Kegon è la più famosa, alta 97 metri, ma d'estate c'è anche Ryuzu e la zona di Yudaki. La natura è quella dei parchi nazionali del lago Chuzenji e del Monte Nantai, con sentieri che si possono fare in mezza giornata.
Budget: medio-alto se si decide di pernottare, economico se si fa una gita in giornata da Tokyo. Un biglietto del treno Tobu da Asakusa costa circa 3.000 yen andata e ritorno per il treno normale, il rapido speciale costa di più. I bus locali per le cascate e il lago si pagano a parte, circa 1.500 yen al giorno. I pasti nei ristoranti vicino ai santuari costano intorno a 1.500-2.000 yen a testa. Prevedere almeno 10.000-12.000 yen a persona per una giornata completa con trasporti e cibo, escluso eventuali ingressi (Toshogu costa 1.300 yen).
Come arrivare e muoversi: da Tokyo il modo più comodo è il Tobu Railway dalla stazione di Asakusa, circa 2 ore con il Limited Express. In alternativa, lo Shinkansen fino a Utsunomiya e poi un treno locale, più costoso e non più veloce. Una volta a Nikko, i bus della Tobu sono essenziali per raggiungere i santuari (a piedi sono 40 minuti dalla stazione) e soprattutto le cascate e il lago Chuzenji. Meglio acquistare il pass bus giornaliero (2.500 yen) che copre la zona centrale e la salita fino al lago.
Tempo necessario: almeno un giorno e mezzo, ma due notti sono l'ideale. In giornata si vede l'essenziale: Toshogu, la strada dei santuari, una cascata veloce, ma si perde la magia del mattino presto quando i turisti sono pochi. Con due giorni si possono esplorare i sentieri del lago, salire a Yumoto Onsen per una nuotata termale, e visitare il Tamozawa Imperial Villa, una residenza estiva imperiale poco nota ma affascinante.
Un aspetto negativo: la folla. A luglio Nikko è piena di turisti giapponesi e stranieri, specialmente intorno a Toshogu. Le code per entrare nel mausoleo possono superare i 45 minuti. Il rumore e il caldo umido rendono l'esperienza meno raccolta di quanto ci si aspetterebbe da un santuario montano. Inoltre, se siete in cerca di natura selvaggia, la zona del lago Chuzenji è molto attrezzata e turistica, non un angolo remoto.
Un consiglio specifico che non si trova sulle guide turistiche: invece di prendere il bus per la cascata Kegon direttamente, fermatevi alla fermata "Akechidaira" e usate la funivia per salire al punto panoramico. Il biglietto costa poco e la vista sulla diga e sulla valle è molto più bella che dal parcheggio della cascata. Poi scendete a piedi per il sentiero che collega al lago, una passeggiata di 30 minuti attraverso un bosco di cedri e rododendri, quasi sempre deserto. Un'altra chicca: la sera, dopo le 17, il santuario Toshogu si svuota e l'atmosfera cambia completamente. Se pernottate, vale la pena tornarci quando la luce bassa fa risaltare l'oro delle incisioni e il silenzio copre i rumori. Da non perdere infine lo yuba, la pelle del tofu, che qui viene servita in mille modi – da assaggiare in un ristorantino vicino alla stazione, non quelli turistici. Essendo a Firenze, so bene cosa significa un turismo di massa, e Nikko ne soffre, ma con un po' di pianificazione si scoprono angoli che restano autentici.