Ubud: risaie, templi e benessere oltre lo stereotipo?
No, Ubud non è solo lo stereotipo delle risaie e dei templi da cartolina, ma la realtà offre molto di più, anche se spesso sepolta sotto strati di marketing turistico. Ho trascorso una settimana a fine giugno di quest’estate, con un budget medio: tra alloggio, cibo e spostamenti si spendono circa 40-50 euro al giorno se si evitano i ristoranti più finti. Arrivare è semplice: dall’aeroporto di Denpasar si prende un taxi o uno shuttle condiviso, circa un’ora e mezza di strada. Muoversi a piedi nel centro è fattibile, ma per le attrazioni fuori serve uno scooter a noleggio o un autista privato. Per una visita dignitosa bastano 4-5 giorni, ma io mi sono fermato una settimana per esplorare anche i villaggi intorno. L’aspetto negativo è il traffico continuo e la folla che trasforma il Monkey Forest in una trappola più che in un’esperienza. Un consiglio specifico che non si trova sulle guide: evitare i ristoranti con vista sulle risaie di Tegallalang, pieni di turisti e prezzi gonfiati, e cercare invece un warung sulla strada per Kintamani, dove il nasi campur è genuino e costa un terzo. I templi come Gunung Kawi meritano, ma vanno visitati all’alba