Hokkaido: campi fioriti, onsen e sapori autunnali
Il titolo non è una promessa vuota: Hokkaido in autunno regala davvero campi fioriti, onsen e una gastronomia che cambia con le foglie. Ho passato le ultime settimane a pianificare un itinerario per ottobre e mi sono fatto un’idea abbastanza chiara di cosa aspettarsi, cosa evitare e come organizzarsi.
Partiamo dal quando. L’autunno su Hokkaido è breve ma intenso: le prime foglie rosse compaiono a fine settembre nelle aree montuose del Daisetsuzan, mentre la piena fioritura degli astri e dei cosmo nei campi di Biei e Furano arriva in ottobre. Novembre è già tardi per i colori, ma si mangia ancora benissimo – il periodo migliore è la seconda metà di ottobre. Per chi cerca i fiori, però, bisogna ricordare che i famosi campi di lavanda sono roba di luglio e agosto; d’autunno si vedono invece fiori di cosmo, dalie e margherite colorate.
Arrivare è semplice: volo diretto sul nuovo aeroporto di Chitose da molte città italiane con scalo, oppure via Tokyo. Una volta sull’isola spostarsi richiede un po’ di pianificazione. I treni JR coprono le tratte principali (Sapporo, Otaru, Asahikawa, Hakodate) ma per i paesini dell’interno e i campi fioriti il noleggio auto è quasi obbligatorio. Io ho prenotato una macchina per dieci giorni, ma si può anche combinare treno + bus locali, con inevitabili attese.
Il budget si colloca su una fascia medio-alta. Un volo intercontinentale in bassa stagione costa sui 700-900 euro, ma il grosso della spesa va alloggio e trasporti. Un ryokan con onsen e cena può partire da 200 euro a notte a persona; le business hotel in città sono più economiche (80-100). Per muoversi, il noleggio auto per dieci giorni si aggira sui 500 euro, benzina a parte. Chi vuole risparmiare può puntare sui bus locali e sui JR Pass regionali, ma perde flessibilità. Considerando volo, auto e alloggi di fascia media, una settimana costa intorno ai 2000-2500 euro a testa, esclusi pasti fuori.
Cosa non perdersi: i campi di Shikisai no Oka a Biei con le strisce colorate di fiori autunnali, la gola di Sounkyo per le foglie rosse e le cascate, il mercato del pesce di Otaru (assolutamente da provare il kaisendon), e uno degli onsen più famosi come Noboribetsu o Jozankei. Per la cucina, ottobre è il mese del salmone e dei funghi, e la zuppa di curry di Sapporo è un must. Un onsen con vista sulla foresta autunnale rimane un’esperienza che vale il viaggio.
C’è però un aspetto spesso ignorato e che può deludere: il tempo è imprevedibile. Ottobre può regalare giornate limpide o pioggia battente, e a volte la neve arriva già prima della fine del mese nelle zone alpine. La folla nei luoghi più famosi è reale – a Biei e Furano i bus turistici si accalcano, e trovare un tavolo a pranzo a Otaru senza prenotazione è difficile. Inoltre le distanze sono lunghe: guidare da Sapporo all’estremità orientale dell’isola richiede quasi cinque ore, quindi non si deve sottovalutare il tempo di spostamento.
Un consiglio specifico che non si trova nei soliti articoli: prenotare una cena con kaiseki in un ryokan fuori dalle grandi città, ad esempio a Jozankei o nel villaggio di Shikotsu. Non solo perché il cibo è di livello, ma perché la natura intorno offre una quiete che manca nei centri turistici affollati. E per chi guida, attenzione ai parcheggi: molti campi fioriti hanno stalli gratuiti, ma in ottobre possono essere già chiusi o trasformati in percorsi pedonali a pagamento. Conviene controllare i siti ufficiali dei giardini poco prima della partenza, perché gli orari autunnali cambiano spesso.
Per una visita completa servono almeno dieci giorni, meglio dodici, se si vuole un giro che tocchi Sapporo, Otaru, Biei, Furano, il Daisetsuzan e almeno due onsen. Con meno tempo si rischia di passare più ore in macchina che a godersi i paesaggi.