Portofino: yacht, boutique e tramonti da sogno
Portofino è esattamente come descritto nel titolo: yacht, boutique e tramonti da sogno. È il posto giusto se si vuole vedere il lusso ostentato in una cartolina vivente, ma bisogna anche essere pronti a svuotare il portafoglio senza troppi rimpianti. Ho fatto questa gita all'inizio di luglio, partendo da Milano, e mi è bastato un giorno per farmi un'idea molto chiara.
Il budget è decisamente caro. Non si scappa: un caffè al porto costa 5 euro, un panino minimo 15, e se si vuole cenare in un ristorante con vista molo si parte facilmente da 50-60 euro a testa senza vino. Ma la clientela è quella, e il posto si vende da solo. Per chi cerca qualcosa di più abbordabile, meglio fermarsi a Santa Margherita Ligure e fare solo un salto a Portofino per un paio d'ore.
Per arrivare da Milano ho preso il regionale veloce fino a Genova Brignole, poi cambio per Santa Margherita Ligure. Da lì il traghetto è la soluzione più scenografica: costa circa 10 euro andata e ritorno e in 20 minuti si arriva direttamente al porto. In alternativa c'è un autobus che passa ogni mezz'ora e impiega un po' di più ma costa meno. Una volta arrivati, il paese si gira tranquillamente a piedi: è piccolissimo, da un capo all'altro si fa in dieci minuti. Per chi ha voglia di camminare, il sentiero che porta a San Fruttuoso è stupendo, ma va affrontato con scarpe adatte e tanta acqua.
Quanto tempo serve? Onestamente, per vedere il centro, il castello Brown, la chiesa di San Giorgio e fare due foto al porto, mezza giornata è più che sufficiente. Se si vuole anche pranzare con calma e magari fare un bagno in zona (ci sono scogli attrezzati), una giornata intera va bene. Di più rischia di diventare ripetitivo, a meno che non si abbia una barca a noleggio per esplorare le calette vicine.
Ora veniamo all'aspetto negativo, perché non tutto è perfetto. La delusione più grande è la folla. A luglio, anche in settimana, il molo è un formicaio di turisti, selfie stick e gruppi organizzati. La famosa piazzetta è minuscola, e con la calca perde tutto il fascino. Inoltre, molti negozi di lusso sembrano vetrine da museo: si guarda ma non si compra, e il personale non è sempre accogliente se non si ha l'aria da multimilionario. Un'altra nota stonata: i prezzi dei traghetti sono aumentati rispetto a qualche anno fa, e per qualche scusa tecnica fanno pagare anche il biglietto per il cane, che su alcune linee prima era gratis. Piccole cose, ma danno fastidio.
Il consiglio specifico che non si trova sulle guide turistiche è questo: invece di prendere il traghetto di ritorno da Portofino verso Santa Margherita all'ora di punta (intorno alle 17-18), aspettare l'ultima corsa, quella delle 19.30 circa. In quel momento il sole inizia a calare, la luce diventa dorata, la folla si dirada e si ha la possibilità di vedere il paese quasi deserto. Inoltre, il viaggio in barca al tramonto è regalato: la costa illuminata, il mare calmo, i riflessi sulle ville. Un'esperienza che vale da sola il costo del biglietto, e che molti si perdono perché scappano via presto.
In sintesi, Portofino è un gioiellino da vedere almeno una volta, ma non bisogna aspettarsi autenticità. È una vetrina patinata, e va vissuta come tale. Se si riesce a ignorare il caos di mezza giornata e si coglie l'ora giusta, regala emozioni genuine. Per me è stato un sì, ma con riserva.