Marrakech in primavera: colori, mercati e deserto a due passi
Sono appena tornato daun weekend a Marrakech, in primavera, quando il sole è tiepido ma le serate sono ancora fresche.
Ho alloggiato in una riad nel quartiere Medina, con il cortile pieno di bouganvillee rosse e bianche.
La prima mattina ho passeggiato nel mercato di Jemaa el‑Fna, dove gli artigiani espongono tessuti di un giallo acceso e i tessuti profumano di spezie.
Ho assaggiato un tè alla menta servito in bicchieri di vetro colorato, seduto su un tappeto di lana.
Nel pomeriggio mi sono perso tra i vicoli di Souk Semmarine, tra le bancarelle di ceramiche di Fes e i profumi di zafferano.
Ho fotografato i muri di mattoni rossi, illuminate dai raggi di sole che dipingono ombre lunghe sui passi.
Un pomeriggio ho organizzato un'escursione al Giardino Majorelle, dove il blu intenso del edificio contrasta con i fiori di geranio.
Il giardino è pieno di palme e cactus, e il profumo digelsomino riempiva l'aria.
Il secondo giorno ho noleggiato un'auto e ho guidato verso le dune di Agafay, a circa trenta minuti di strada.
Il paesaggio è un deserto roccioso, con tonalità di arancione e terra bruciata, perfetto per scattare foto al tramonto.
Ho trascorso una notte in un campo berbero, dormendo su un materasso di paglia e svegliandomi con il canto dei gabbiani.
Al mattino, prima di tornare, ho gustato un pranzo di tagine di agnello con prugne secche, servito su un tavolo di legno intagliato.
Ora, mentre scrivo da Bologna, penso a come la primavera a Marrakech sia un mix di colori vivaci e quiete nei dintorni.
Consiglierei a chiunque di non perdere il tramonto sul deserto, quando il cielo diventa rosso come il papavero.