Hakone: cosa nasconde il lago Ashi e il monte Fuji?
Il lago Ashi e il monte Fuji nascondono, per chi sa guardare oltre il battello dei turisti, i segni di un’antica caldera vulcanica e una serie di sorgenti termali che sgorgano direttamente sotto la superficie del lago, visibili solo in inverno quando la differenza di temperatura crea piccole bolle e increspature.
Sono appena tornato da un weekend a Hakone, e lo scenario è spettacolare ma non esente da delusioni. Il lago Ashi è il cuore del Parco Nazionale di Fuji-Hakone-Izu, ma la sua fama è legata ai traghetti che portano migliaia di persone a vedere il monte Fuji dalla Torii galleggiante del santuario di Hakone. Il problema: se il cielo è coperto, il monte resta invisibile. In piena estate, la visibilità è spesso scarsa, e molti rimangono delusi. A me è capitato nella mattinata di sabato, con nuvole basse; solo verso le quattro del pomeriggio si è aperto uno squarcio che ha regalato un riflesso perfetto sulla superficie.
Per quanto riguarda il budget, un soggiorno medio (circa 150-200 euro a notte per un ryokan con mezza pensione) è la scelta più sensata per godersi le terme private e la cucina kaiseki. Economico si può fare con ostelli a Odawara o Hakone-Yumoto, ma si perdono le onsen più suggestive. Caro invece supera i 350 euro a notte, per strutture con vista diretta sul lago.
Arrivare a Hakone da Tokyo è semplice: il Freepass Hakone (circa 6.000 yen per due giorni) copre treno Odakyu, bus, funivie e battelli. Muoversi internamente è efficiente: la funivia di Owakudani, la nave pirata sul lago, e gli autobus collegano tutto. Ma attenzione: la funivia per Owakudani chiude spesso per vento o attività vulcanica, e in estate l’attesa può essere lunga.
Per visitare con calma servono almeno due notti: una per esplorare la zona del lago e il santuario, l’altra per i musei (il Museo all’Aperto di Hakone è imperdibile, con le sue sculture e il padiglione Picasso) e le sorgenti. Con un giorno solo si riesce a fare un giro rapido, ma si rischia di non vedere il Fuji.
Un aspetto negativo che pochi raccontano: il turismo di massa trasforma il lago Ashi in un carosello di selfie, specialmente nei fine settimana. I battelli sono stipati, i ristoranti sulla riva hanno code lunghe e prezzi gonfiati. La delusione più grande è stato il santuario nel pomeriggio: fiumi di persone in fila per una foto alla Torii, nessuna atmosfera sacra.
Il consiglio specifico che non trovate nelle guide: prendete il sentiero che dal santuario di Hakone sale verso il monte Komagatake, ma non con la funivia – a piedi. In circa un’ora si arriva a un punto panoramico poco frequentato, da cui si vede il lago dall’alto e, nelle giornate limpide, il Fuji in tutto il suo profilo. In estate, portatevi una borraccia e zanzariere; la fatica è leggera, ma la calma vi ripagherà. Un’altra chicca: la sera, dopo le 18, il lago torna quasi deserto. Affittate una barca a remi al molo di Hakone-machi (costa circa 2.000 yen l’ora) e godetevi il silenzio. La nebbia che sale dall’acqua è quasi magica.
Insomma, Hakone è meravigliosa se si ha pazienza e si evita la folla. Il lago e il monte nascondono esperienze intime – basta cercarle con le proprie gambe.