Cosa rende affascinante il quartiere di Montmartre a Parigi?
Montmartre affascina per la sua atmosfera da villaggio bohémien che resiste nonostante la folla di turisti, un mix di arte di strada, vicoli in salita e quella vista che toglie il fiato. Da Palermo, dove sono abituato a un certo caos pittoresco, ho trovato Montmartre più ordinato ma con un'anima autentica, soprattutto la mattina presto. Il budget per una visita qui è medio: un caffè in Place du Tertre costa sui 5-6 euro, ma si può mangiare una crêpe economica per strada o un pranzo in un bistrot di quartiere con 20 euro. Per arrivare si prende la metro linea 2 fino ad Anvers o la linea 12 fino ad Abbesses, poi si sale a piedi o con la funicolare (vale la pena per la vista mentre si sale). Per visitare il quartiere con calma servono almeno tre o quattro ore, meglio se si inizia alle 9 per evitare la ressa. Un aspetto negativo, che mi ha un po' deluso, è la ressa di venditori di braccialetti e gli artisti improvvisati che pressano i passanti davanti al Sacro Cuore: sembra un mercato invece di un luogo di culto. Un consiglio specifico che non trovi sulle guide è di allontanarsi dalla basilica e perdersi in rue Saint-Vincent, una stradina con orti urbani e vecchie case di vino, dove si respira la Montmartre dei pittori di inizio secolo. Il cimitero di Montmartre, poi, merita una mezz'ora: ci sono le tombe di artisti e scrittori, ma è più silenzioso e meno patinato della zona turistica. In generale, il fascino sta nel contrasto tra la cartolina patinata e i dettagli veri, come i murales nascosti in cortili privati o il suono del carillon della chiesa di Saint-Jean de Montmartre. Se si viene in estate, meglio portare una borraccia perché le salite stancano e l'acqua in piazza è cara.