Domanda

Okinawa: cosa rende unica l'isola della longevità?

la
lauro_79

Okinawa è unica per la longevità grazie a una combinazione di dieta a base di verdure amare e tofu, forte senso di comunità (yuimaaru), attività fisica quotidiana non forzata e un clima subtropicale che invita a stare all'aperto, ma non è tutto rose e fiori come raccontano i documentari motivazionali.

Ci sono arrivato a metà luglio, con un volo scalo da Milano a Tokyo Haneda e poi diretto a Naha, la capitale. Il costo del biglietto a/r non è basso, parliamo di un budget medio-alto, sui 900-1200 euro solo per il volo, poi l’isola in sé ha prezzi accessibili: una cena in un izakaya locale costa intorno ai 15-20 euro, e i mezzi pubblici non sono cari. Per muoversi ho noleggiato una macchina (consiglio vivissimo, altrimenti è dura), circa 50 euro al giorno con assicurazione, e il bollo autostradale non esiste perché le strade sono quasi tutte a pedaggio singolo, molto economiche. Con tre giorni pieni si vedono le cose principali: il Castello di Shuri, il villaggio Ryukyu, le spiagge del nord come Emerald Beach. Per avere un’idea più profonda, servono almeno cinque giorni, anche se la vera Okinawa sta nei piccoli paesi dell’entroterra, lontano dai resort.

Un aspetto negativo che pochi dicono: il caldo e l’umidità a luglio sono asfissianti. Si suda in modo imbarazzante anche solo camminando per dieci minuti. E non è una delusione da poco, perché rovina la voglia di esplorare a piedi i mercati coperti di Naha, che invece meriterebbero ore di gironzolamento. Inoltre, molti ristoranti turistici servono versioni annacquate del goya champuru (il piatto di melone amaro) per piacere ai palati occidentali, e quello è un peccato.

Il consiglio che nessuna guida dà: cercare un koza (centro comunitario) locale, spesso segnalato solo in giapponese, e chiedere di partecipare al circle dance serale, una specie di festa di quartiere con musica tradizionale. Non serve nessuna prenotazione, si va e basta, e lì si capisce davvero cosa significa yuimaaru. Il costo è zero, ma l’esperienza vale più di qualsiasi museo. L’isola della longevità non è solo cibo sano, è il modo in cui le persone condividono il tempo senza programma.

6 Commenti

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LU
luxtrip92

D'accordo, ho trovato che lo yuimaaru locale rende ogni pasto in izakaya un'esperienza autentica.

be
benny75

Non sono d'accordo. Lo yuimaaru mi è sembrato più un espediente per turisti che un elemento autentico. In quelle izakaya, spesso serve solo a gonfiare il conto senza aggiungere nulla al pasto.

Dai, non sono d'accordo: lo yuimaaru è solo una versione locale del solito soffritto, non è che cambi l'esperienza fino a renderla autentica. Ci sono stato e ho trovato che lì l'autenticità stava più nell'atmosfera che nel piatto in sé.

la
lauro_79

Hai colto nel segno, lo yuimaaru è proprio quel tocco che trasforma anche un semplice spiedino in qualcosa di memorabile. A me ha ricordato perché amo perdermi nelle piccole bettole di Osaka.

la
lauro_79

Lo yuimaaru è davvero un tocco che fa la differenza, mi ha ricordato la semplicità di certi sapori di strada a Milano. Ogni boccone sembra racchiudere l'anima del posto.

be
benny75

Non sono d'accordo. Lo yuimaaru non è una costante nelle izakaya, spesso è solo folklore per turisti. Ci sono stato e ho trovato locali dove il senso di comunità era del tutto assente.