Oman: wadi, deserto e fortezze dimenticate
L'Oman non è il solito posto da cartolina, ma un paese di wadi verde smeraldo che lasciano perplessi e deserti che fanno sentire insignificanti. Chi pensa di trovare solo sabbia si sbaglia di grosso, ma chi cerca la perfezione patinata rimarrà deluso. Ecco l'itinerario per vedere wadi, deserto e fortezze senza le cazzate da guida turistica.
Budget: medio. Con volo da Roma via Istanbul o Doha, auto a noleggio 4x4 obbligatoria (una Duster va bene), alloggi di fascia media e pasti locali, si spende sui 1300-1500 euro a testa per una settimana. Economico si può scendere a 900-1000 se si evita il campo nel deserto e si dorme in ostelli, ma l'auto noleggio è la voce più fissa. Tempo necessario: almeno 5 giorni pieni, meglio 7 per non correre.
Come arrivare: volo per Muscat. Dall'Italia si trova con Turkish Airlines o Oman Air. Muoversi: solo auto a noleggio, meglio prenotarla prima, altrimenti a luglio 2026 i prezzi salgono. Il traffico a Muscat è gestibile, le strade verso l'interno sono buone, ma nei wadi sterrati bisogna stare attenti.
Giorno 1: Arrivo a Muscat. Non vedere la Grande Moschea al mattino perché è chiusa ai non musulmani fino alle 8, meglio dopo le 10. Poi visita al souq di Mutrah, che è turistico ma ha un fascino vecchio stampo. Infine giro sul lungomare. La sera cena a base di shuwa, l'agnello cotto sottoterra. Delusione: il souq è più caro di quanto sembri, molti articoli sono fatti in Cina.
Giorno 2: Wadi Shab. Si parte presto da Muscat, due ore di macchina. Il wadi è famoso per l'acqua turchese, ma a luglio il sentiero è rovente. Portare scarpe da scoglio, non ciabatte. Il punto finale, una piscina nascosta dentro una grotta, è bello ma spesso affollato di turisti con Selfie stick. Delusione: la folla e il parcheggio improvvisato. Consiglio non da guide: andare a Wadi Bani Khalid invece, meno scenografico ma con meno persone e acqua più fresca. Si pernottare a Sur o in una guesthouse vicino.
Giorno 3: Deserto di Wahiba Sands. Da Sur sono due ore fino al confine del deserto. Prenotare un campo tendato con trattamento di mezza pensione, ma diffidare di quelli che sembrano resort. La sera si vedono stelle e si mangia sotto le palme. Delusione: il deserto non è immacolato, ci sono tracce di pneumatici ovunque e i campi sono tutti uguali. Consiglio: portarsi un telo per stare sulla sabbia pulita lontano dalle luci. Il dune bashing è noioso e costoso.
Giorno 4: Fortezze dimenticate. Da Wahiba si va a Nizwa. Il forte di Nizwa è ben restaurato, ma il vero gioiello è Bahla, un sito patrimonio Unesco ma in parte in rovina. Si può salire senza guida. Poco più avanti il castello di Jabreen, più integro. Delusione: Bahla è trascurato, senza segnaletica, si rischia di perdersi tra le mura di fango. Consiglio: portare un cappello e acqua, l'ombra è rara. Si pernottare a Nizwa in hotel economico.
Giorno 5: Ritorno a Muscat. Passare da Wadi Dayqah o dal canyon di Bimmah Sinkhole, che è un buco nell'acqua salata, carino ma non imperdibile. Delusione: la strada costiera verso Muscat è piena di autovelox, le multe sono salate. Meglio rispettare i limiti, i locali non ti guardano.
Un consiglio specifico che non si trova sulle guide: nella stagione estiva, luglio, wadi come Shab e Bani Khalid sono pieni di zanzare e mosche vicino all'acqua. Portare un repellente forte, non quello da farmacia. Il caldo asciutto del deserto è più sopportabile dell'umidità dei wadi. E per le fortezze, evitare quelle segnate sulle mappe turistiche principali: cercare Misfat al Abriyeen o il villaggio abbandonato di Al Hamra, più autentici. L'Oman piace a chi cerca l'imperfetto, non a chi vuole foto perfette.