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Transilvania: castelli, leggende e l'autunno di Halloween

gi
gioerena

Transilvania è una meta da considerare per l'autunno di Halloween, ma bisogna mettere in conto qualche delusione e un budget non proprio da ostello. Parliamoci chiaro: i castelli sono belli, ma spesso strapieni di turisti e le foto patinate non raccontano le code interminabili.

Quando andare? Ottobre è il mese ideale per l'atmosfera di Halloween, ma il clima è imprevedibile: può piovere per giorni. Il foliage colora le colline, ma il freddo umido si infila nelle ossa. Per arrivare, da Napoli si vola su Cluj-Napoca o Bucarest, poi si prende un'auto a noleggio (obbligatoria, i mezzi pubblici sono una scommessa). Il budget è medio-alto: volo low cost (circa 80-120 euro a tratta), auto a noleggio 40-50 euro al giorno, alloggi economici ma puliti intorno ai 50 euro a notte, mentre i ristoranti turistici costano come in Italia. Per visitare con calma servono almeno 5-6 giorni.

Cosa non perdere? Il castello di Bran è il più famoso, ma è una trappola: file di un'ora, stanze vuote e una cassa piena di souvenir. Molto più suggestivo il castello di Corvin a Hunedoara, con le sue torri gotiche e il pozzo delle leggende. Da evitare assolutamente il cosiddetto "castello di Dracula" a Poenari, raggiungibile solo con 1500 scale e niente di interessante se non una vista sulla valle. Un consiglio che non trovi sulle guide: invece di dormire a Brasov o Sibiu, affitta una casa in un villaggio come Viscri o Biertan. Lì si vive la Transilvania autentica, con le case fortificate, i pastori e il silenzio rotto solo dal vento. Ma attenti al cibo: i ristoranti nelle città turistiche servono porzioni microscopiche a prezzi folli. La sera di Halloween, a Bran organizzano una festa con tanto di musica e costumi, ma è un evento per famiglie con bambini urlanti. Meglio girare per Sighișoara, la città natale di Vlad Țepeș, con le stradine medievali illuminate da lanterne. In generale, la Transilvania è affascinante, ma non aspettatevi il tour da cartolina: la realtà è fatta di strade dissestate, cartelli in rumeno e qualche barbone che dorme sotto i portici.

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