Marrakech: souk, tè alla menta e gatti truffatori
Marrakech è esattamente quello che promette: souk, tè alla menta e gatti truffatori. I gatti sono ovunque, e una volta un randagio baffuto mi ha finto la fame per poi rubarmi un pezzo di msemen direttamente dalla mano. Mascalzone a quattro zampe.
Budget: medio-basso, se si evita di comprare tappeti a occhi chiusi. Cenare nei ristorantini delle viuzle costicchia poco, ma il tè alla menta in piazza Jemaa el-Fna te lo fanno pagare come fosse oro liquido. Meglio ordinarlo in un bar fuori dalla bolgia.
Come arrivare: volo diretto da Milano Malpensa, due ore scarse. Dall'aeroporto un bus navetta ti porta in centro per pochi euro, altrimenti taxi a prezzo fisso, ma si contratta sempre. Muoversi è caotico: il souk è un labirinto, i taxisti collettivi sono mezzi sfasciacarrozze, ma funzionano.
Per visitare bastano quattro giorni: due per la medina e i giardini, uno per escursione nel deserto (se non ti scappa la mezza giornata di bus), e uno per perdersi a caso e comprare pantofole che poi non indosserai mai.
Aspetto negativo: la pressione costante dei venditori. Diventa stancante dopo la terza volta che ti fermano per venderti un cammello di peluche. E i gatti truffatori, già detto.
Consiglio che non trovi sulle guide: portati delle monetine da 1-2 dirham per i gatti (se vuoi farteli amici), ma soprattutto una penna. I cartelli nei souk hanno prezzi scritti a gesso, e quando provi a contrattare ti dicono che hanno sbagliato. Con la penna ci scrivi sopra il prezzo pattuito, cosi non ci scappa il fraintendimento. Funziona.