Fes: medina, concerie e verità scomode?
La risposta breve è sì, la medina di Fes è autentica e la conceria impressiona, ma il viaggio è meno romantico di quanto raccontano.
Fes si può visitare con un budget medio-basso: vitto e alloggio costano poco rispetto all’Europa, ma le guide abusive e i gadget “artigianali” gonfiano il conto. Arrivare è semplice, volo diretto da Bari con Ryanair (si trova sui 40-60 euro a tratta a luglio). Dall’aeroporto prendi il bus Navette per 5 euro fino al centro, poi a piedi o taxi per la medina (non superare 2 euro se patteggi in anticipo). Muoversi dentro è un labirinto: il GPS non funziona bene, meglio pagare un ragazzo del posto per portarti alle concerie (3-5 euro con mancia). Servono almeno due giorni pieni: il primo per la medina e la conceria Chouara, il secondo per il quartiere andaluso e i souk. L’aspetto negativo vero: l’ossessione dei cosiddetti “guide” improvvisati. Ogni dieci metri qualcuno si offre di accompagnarti e se rifiuti diventano insistenti. Molti turisti ci cascano e pagano cifre assurde per un giro che si può fare da soli con un minimo di orientamento. Il consiglio che non trovi sulle guide: portati una sciarpa imbevuta di aceto o menta se vuoi resistere all’odore intorno alle vasche delle concerie. Negli annunci ufficiali parlano di pelli conciate al naturale, ma la puzza di urina e uova marce è reale, e i venditori propongono bustine di menta secca a 2 euro – meglio portarsi la propria. Non c’è foto che tenga, l’odore è la verità scomoda.