Saint Barth: spiagge bianche e lusso caraibico
Saint Barth: spiagge bianche e lusso caraibico. La risposta è chiara: l'isola merita ogni centesimo speso, ma solo se si ha un portafoglio ben fornito. Chi arriva con l'idea del villaggio turistico all-inclusive rimarrà deluso, perché qui tutto è esclusivo, curato e costoso.
Per il periodo, l'ideale è la stagione secca da metà dicembre a fine aprile. Clima perfetto, mare calmo, ma i prezzi degli hotel triplicano e i tavoli nei ristoranti stellati vanno prenotati con settimane di anticipo. Io sono appena rientrato (luglio) e il clima è caldo e afoso, con possibili rovesci veloci. Vantaggio? Molta meno folla e tariffe più basse, anche se di poco. Maggio e novembre sono buone finestre.
Arrivare a Saint Barth è un piccolo rito. Il volo più comodo è via Saint Martin, con Air France o Winair, in aereo a elica o jet privato. Da lì scali su un Cessna da 9 posti che atterra su una pista cortissima: un'esperienza di per sé. Alternativa: traghetto da Saint Martin, ma l'acqua può essere mossa e ci vuole oltre un'ora. Una volta sbarcati, muoversi è d'obbligo noleggiare un'auto. I taxi esistono, ma costano cifre folli e non sono sempre puntuali. I minivan da affittare partono da 80 euro al giorno in bassa stagione.
Il budget è decisamente caro. Una camera d'albergo dignitosa in luglio parte da 350 euro a notte; a febbraio si sale senza problemi a 1000. Pasti: un pranzo semplice al bar sulla spiaggia costa 40-50 euro, cena in un ristorante medio 100 euro a testa. Un'esperienza di lusso tipo l'hotel Cheval Blanc o il bar del Nikki Beach può far lievitare tutto a 500 euro al giorno a persona senza sforzo. Non esiste fascia economica, ma affittare una villa in gruppo può abbassare un po' i costi.
Per tempo, consiglio almeno 5-6 giorni. In tre si vede il minimo, in una settimana si riesce a girare tutte le spiagge e mangiare nei posti più noti. Cosa non perdere: la spiaggia di Saline, selvaggia e senza costruzioni; la baia di Colombier, raggiungibile solo a piedi o in barca; e il faro di Gustavia per il tramonto. Da evitare le spiagge attorno all'aeroporto durante la mattina: il rumore degli aerei è assordante e rovina l'atmosfera.
Un aspetto negativo che mi ha colpito è l'aria di esclusività un po' forzata. Non è facile trovare angoli autentici: molti ristoranti sembrano vetrine per influencer e il servizio, pur impeccabile, a volte risulta freddo. Una delusione concreta è il costo spropositato di attività semplici, come un giro in kayak o una lezione di snorkeling, che raramente costano meno di 80 euro.
Il consiglio specifico che non trovate nelle guide: prenotate la cena all'Ardoise per il venerdì sera in bassa stagione. È un ristorante sulla spiaggia di Petit Cul de Sac, gestito da una coppia francese, che propone menu fisso a prezzo fisso (circa 70 euro) con pesce freschissimo. Nessuna recensione patinata, ma un'esperienza vera in un'isola che di vero ha ben poco.