St. Barths: lusso caraibico, ancora esclusivo?
St. Barths è ancora esclusivo, ma l'esclusività oggi si paga più con l'attitudine che con il conto in banca. Il budget qui è astronomico: si parte da 800 euro a notte per una camera d'albergo decente e si sale senza limiti, con ristoranti dove una cena per due vola facile sopra i 400 euro. Per arrivare ho preso un volo da Malpensa per Saint Martin, poi un piccolo aereo locale. È l'unico modo sensato, dato che il traghetto da St. Martin è lento e sovraffollato. Sull'isola non esiste trasporto pubblico: serve noleggiare una Mini Countryman o una Jeep per circa 200 euro al giorno, oppure affidarsi ai taxi locali che applicano tariffe fisse salate. Per una visita che renda giustizia alle spiagge come Saline, Gouverneur e alle cene a Gustavia o al Nikki Beach, servono almeno sei giorni. Un aspetto che ha deluso è la gentrificazione selvaggia del villaggio di St. Jean: baracche di legno sostituite da boutique di lusso, e l'atmosfera da set cinematografico soffoca qualsiasi autenticità. Un consiglio che sfugge alle guide patinate è di prenotare un tavolo al ristorante L'Esprit, nascosto nella collina di Lurin, dove lo chef Jean-Claude Dufour propone una cucina caraibica raffinata lontana dal clamore dei locali sul porto. Per chi cerca il vero lusso, la chiave è evitare i periodi di alta stagione come Natale e Capodanno, quando l'isola diventa un parco giochi per miliardari e l'esclusività lascia spazio al caos. St. Barths non è per tutti, e forse è meglio così.