📖 Guida

Ayutthaya: antica capitale tra rovine e biciclette

NO
nomadico_82

Ayutthaya è una di quelle destinazioni che o si amano o si odiano, e la bicicletta è l'unico modo per viverla senza impazzire tra i tuk-tuk che ti suonano in coda. A luglio, come adesso, il caldo è bestiale e l'umidità ti appiccica la maglietta prima ancora di arrivare al primo tempio. Si può andare da novembre a febbraio per condizioni più sopportabili, ma se si è già qui, meglio affrontare la realtà con una borraccia da un litro e una partenza all'alba.

Da Bangkok si arriva in un'ora scarsa: treno dalla stazione di Hua Lamphong, costo irrisorio sotto i 50 baht, o minivan da Mo Chit per circa 100. Meglio il treno, si vede la campagna e si evita il traffico del pomeriggio. Una volta lì, il noleggio bici è ovunque, 50-100 baht al giorno. Il budget complessivo è economico: si spende sui 500-800 baht al giorno se si mangia street food e si entra nei templi principali (biglietto combinato 220 baht per 6 siti). Medio se si vuole una cena con vista sul fiume e stanza in guesthouse decente, attorno ai 1500 baht. Caro è superfluo, non serve un hotel di lusso per girare in sandali tra le rovine.

Cosa non perdere: Wat Phra Si Sanphet, il più imponente, e Wat Mahathat con la testa del Buddha avvolta dalle radici di un fico. Ma anche Wat Chaiwatthanaram, meno affollato e più fotografabile al tramonto. Cosa evitare: i ristoranti che si affacciano sul fiume davanti al parco storico, servono piatti mediocri a prezzi da turista. La delusione arriva quando si scopre che molte rovine sono state restaurate con cemento visibile e che i templi sono circondati da strade trafficate. Il fascino da 'città perduta' svanisce appena arriva una moto con scarico aperto.

Per visitare servono almeno sei ore per i templi principali, ma due giorni permettono di vedere anche quelli periferici e il mercato notturno. Un consiglio che non troverete sulle guide: portatevi un lucchetto da bici, perché a volte quelli in dotazione sono scadenti e lasciare la bici incustodita mentre si entra in un tempio può diventare un problema. Io ho visto gente tornare e trovarsi senza ruota anteriore. Meglio noleggiare da un posto che dà lucchetto a catena, non a cavo.

9 Commenti

per partecipare alla discussione

LU
luxtrip92

Andare in bicicletta sotto il sole di luglio con quell'umidità? Per me è pura follia. Preferisco spendere il doppio per un taxi con aria condizionata e visitare con calma, senza finire fradicio e sfinito.

gi
gioerena

Hai ragione, io dopo un giro qui mi sono rifugiato in un bar per un'ora.

LU
luxso99

Anch'io ho girato con un taxi climatizzato, molto più comodo.

NO
nomadico_82

Climatizzato non significa sostenibile, luxso99. Preferisco un tram pubblico con aria condizionata e zero traffico: la comodità non è solo temperatura ma anche velocità reale.

Luxso99, la comodità non sempre equivale a un'esperienza migliore: un taxi climatizzato ti isola dalla città, mentre due passi sotto il sole ti fanno sentire vivo.

Il caldo è parte dell'esperienza, il taxi ti isola da tutto.

LU
luxtrip92

Preferire il taxi significa rinunciare all'autenticità del posto, ma forse non interessa.

el
ele73

Concordo, ma un tassista mi ha svelato un posto che non trovi nelle guide.

ag
ago_70

Sono d'accordo, la bici è l'unico modo per vivere quella zona senza filtri. Ci sono stato all'inizio di questa estate, partendo alle sei del mattino, e ho visto i templi prima che arrivasse la folla dei tuk-tuk. Il caldo è soffocante anche alle sette, ma almeno riesci a fermarti dove vuoi senza sentirti in gabbia in un taxi climatizzato. L'esperienza più autentica l'ho avuta pedalando tra i campi fino al Wat Phra Non, lontano dal caos del parco centrale. Certo, bisogna accettare di finire bagnati, ma così si scoprono gli angoli che le guide non pubblicizzano.