Thailandia: Pai, montagne e vita da zaino in spalla
Pai è un posto che con lo zaino in spalla si vive bene, ma bisogna essere pronti a curve infinite e a un turismo che ormai è invadente. Budget economico, chiaro: con 20 euro al giorno si campa, tra guesthouse (300-400 baht) e cibo di strada. Le cene al ristorante costano di più, ma se uno si limita al pad thai e alle insalate di papaya va tranquillo.
Come arrivare? Da Chiang Mai prendi il minivan, costa sui 150 baht e dura tre ore. Ma attenzione: sono 762 curve, un viaggio che a me ha fatto venire il mal d'auto pure da sano. Se uno ha lo stomaco debole, meglio la moto, ma solo se sa guidare su strada di montagna, perché il traffico locale è imprudente. Per muoversi a Pai, il noleggio di uno scooter è d'obbligo: 200 baht al giorno. A piedi si fa tutto in centro, ma le attrazioni sono fuori.
Tempo necessario? Tre o quattro giorni bastano per vedere cascate, canyon e il tempio. Ma se uno vuole rilassarsi, può stare una settimana. Io credo che il minimo siano tre notti, altrimenti si corre troppo.
Un aspetto negativo: Pai è diventata una fabbrica di selfie. La sera, via Walking Street è un carnevale di turisti ubriachi e bancarelle di souvenir, niente di autentico. Il canyon è pieno di gente che fa foto per Instagram, e la pace che cercavo l'ho trovata solo all'alba. Un'altra delusione: le cascate sono spesso secche in questa stagione (luglio è monsone debole, ma si rischia). Mo Paeng aveva un filo d'acqua, niente di che.
Un consiglio che non si trova sulle guide: noleggia una bici invece dello scooter per girare le campagne a est del paese. C'è una strada sterrata che porta a un tempio abbandonato, Wat Tham Pha Plong, con una scalinata di 350 gradini immersa nella giungla. Quasi nessuno ci va perché il cartello è piccolo. Porta acqua, ma non troppa, perché dopo la salita si suda come bestie. Meglio andare la mattina presto, prima che il sole picchi.