Puglia in camper: trulli, mare e oliveti
Puglia in camper è un'esperienza che consiglio solo a chi sa che il bello va di pari passo con qualche scocciatura. Il budget si aggira sul medio, diciamo 80-100 euro al giorno tra noleggio del camper (se non lo si possiede), gasolio, aree di sosta e un paio di cene al ristorante, ma si può scendere se si cucina a bordo e si dorme in aree libere attrezzate. Per arrivare, da Milano si può prendere l'autostrada fino a Bologna e poi la A14 fino a Bari o Brindisi, oppure volare low cost e noleggiare un camper in loco. Muoversi è semplice: le statali 16 e 16bis collegano le coste, ma per gli interni meglio la SS172 e tante provinciali. Il tempo minimo per un giro decente è di dieci giorni, perché tra Valle d'Itria, Salento e Gargano le distanze sono più lunghe di quanto sembri.
Un aspetto negativo l'ho trovato nella gestione dei parcheggi notturni. In piena estate, soprattutto ad agosto, trovare un posto dove fermarsi senza essere svegliati alle sei da un guardiano o da un cartello abusivo è un'impresa. Le aree camper pubbliche sono poche e spesso piene, mentre i privati chiedono cifre folli. Altra delusione: il mare più bello, quello delle marine di Polignano o di Otranto, è inaccessibile con il camper se non si arriva prestissimo, e poi si deve camminare chilometri sotto il sole. La caletta da cartolina spesso è un parcheggio affollato di furgoni e roulotte.
Un consiglio che non trovate sulle guide: invece di seguire gli itinerari dei borghi più famosi – Alberobello e Locorotondo sono pieni di turisti e camper vari – puntate sulle campagne tra Cisternino e Ostuni. In molti uliveti secolari i proprietari vi lasciano sostare per una notte in cambio di un sorriso o di qualche acquisto di olio. Non c'è un cartello, bisogna chiedere nei frantoi. Così si dorme tra i trulli veri, quelli non restaurati per i turisti, e la mattina si sveglia con il profumo di erbe aromatiche. Il mare rimane un miraggio a mezz'ora di macchina, ma la pace vale ogni sosta.